Calcio Dilettanti. Corlo, una festa attesa da 56 anni. Storica promozione in Prima

Il Corlo festeggia la promozione in Prima categoria dopo 56 anni grazie alla mancata vittoria della Cerredolese. Una stagione oltre le aspettative, con un gruppo unito e un mister determinante.

30 marzo 2024
Corlo, una festa attesa da 56 anni. Storica promozione in Prima

Il Corlo festeggia la promozione in Prima categoria dopo 56 anni grazie alla mancata vittoria della Cerredolese. Una stagione oltre le aspettative, con un gruppo unito e un mister determinante.

Ha dominato la Seconda ’E’, in vetta dalla prima giornata. E giovedì sera il Corlo, pur senza giocare, ha festeggiato lo storico salto in Prima categoria (in foto) dopo 56 anni vissuti fra Seconda e Terza: la mancata vittoria della Cerredolese nel recupero col Roteglia (reggiani a -11 col Real Maranello a 3 gare dalla fine) ha fatto scattare la festa per il gruppo di mister Roberto Sarno, che dopo aver seguito la gara di San Michele si è ritrovato a Corlo per festeggiare. "E’ stata una stagione oltre le aspettative – spiega il ds Giuseppe Tazzioli – nel segno della continuità rispetto agli anni scorsi, con un gruppo che ha alcuni ragazzi che giocano qui da 10 anni e altri usciti lo scorso anno dal settore giovanile. Mister Sarno ha portato avanti alla grande il gruppo costruito con Tagliazucchi prima e Bortolotti poi e dopo il 5° posto dell’anno scorso abbiamo raccolto i frutti. Il grazie va anche alla società guidata dal presidente Luigi Costantini Cuoghi che ci è stata sempre vicina". Decisivo l’avvio super con 6 vittorie iniziali, 14 gare utili di fila e dopo i primi due ko di gennaio con Boiardo e Spezzanese un’altra sgasata fatta di 5 successi nelle ultime 6 gare, col miglior attacco (51 reti, di cui 10 per Alberto Barbieri e 9 per Righi) e solo 22 subiti.

"È stata una cavalcata fantastica – spiega mister Sarno, al secondo anno assoluto da allenatore dopo aver fatto il vice a Consoli a Castelnuovo – davanti a squadre che forse erano anche più attrezzate di noi. Il collettivo ha fatto la differenza, visto che abbiamo mandato in gol ben 14 giocatori, tutti amici che sono nati fra Corlo, Magreta e Formigine. La società ci ha fatto lavorare alla grande senza pressioni anche dopo i due ko di gennaio, quella reazione penso sia stata il crocevia decisivo per vincere. Una dedica? Per Luigi Porro, il nostro giocatore che si è rotto un ginocchio e ci è mancato nella seconda parte di stagione, ma ci è sempre stato vicino".

Davide Setti

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