Cesena A mente fredda, quante recriminazioni

Dopo il pareggio di domenica restano molti dubbi sulle due reti annullate dalla terna arbitrale a Berti e Shpendi contro la Torres

19 dicembre 2023
Cesena A mente fredda, quante recriminazioni
Cesena A mente fredda, quante recriminazioni

Un duello per palati fini, terminato in pareggio con qualche recriminazione da parte del Cesena. Il big match fra la capolista e la sua diretta inseguitrice, la Torres, ha mantenuto le premesse della vigilia, in campo e fuori. Come al solito meraviglioso il Manuzzi, ma ormai si è capito che la cornice conta zero, nessuno si lascia traumatizzare dall’urlo della Mare sotto cui anzi Fischnaller dà il meglio di sé, vesta la maglia della Fermana o della Torres. Grande spettacolo, battaglia vera soprattutto a centrocampo dove quello sardo ha vinto ai punti nonostante la vigoria di De Rose e soci. Capacità di rapidi capovolgimenti di fronte, discreta tecnica, forza fisica e mentale, uno dei migliori portieri della categoria almeno da un biennio, compattezza ed equilibrio tattico, la Torres ha tutto per dare filo da torcere al Cesena fino alla fine.

Anche se il Cavalluccio ha le capacità per schiantare la concorrenza. L’ha già fatto. A fine settembre la Torres dominava con 15 punti dopo 5 partite ed il Cesena arrancante a 9, dovendo ancora recuperare con la Spal, ora i romagnoli sono avanti di 2, significa che da allora sono stati capaci di conquistare più punti dei sardi e nulla osta che ciò possa succedere anche di qui in avanti. Altro elemento positivo. Durante la scorsa stagione il Cesena ha ciccato i big match della svolta, ad esempio con la Reggiana e col Lecco al Manuzzi. Quest’anno la squadra mostra un altro tipo di approccio, è più matura e compatta, ha maggiore consapevolezza anche se si rivedono errori marchiani che ricordano quelli passati costati carissimo. Il mancato anticipo su Zecca di Donnarumma da cui poi è nato il gol di Fischnaller ricorda la dimenticanza di Mercadante a Lecco in occasione del gol della speranza locale.

Errori fatali ai quali è difficile porre rimedio dalla panchina. Non si può porre rimedio neanche ad un altro aspetto che sinora è costato al Cesena punti sonanti.

Le direzioni sono spesso indecorose, crescono arbitri che troveremo fra qualche anno in serie A, hanno diritto di sbagliare come chiunque sia in fase di maturazione tecnica e psicologica. Ma sembrano farlo sempre e solo in una direzione. Perri di Roma passa per essere uno dei migliori arbitri emergenti, ha condotto una gara difficile e importante con polso, chiamato ad annullare un gol, quello di Berti, su indicazione del collaboratore. La mancanza del Var rende poco chiaro l’episodio su cui obiettivamente solo il guardalinee era nelle condizioni migliori per giudicare. Ma sul secondo gol annullato al Cesena ci sono pochi dubbi, Pierozzi si appoggia appena su Masala in mischia in area prima di essere tirato via da Antonelli.

Il successivo gol di Shpendi era da convalidare, in subordine era rigore per il fallo su Pierozzi. All’interno di un big match in cui si fronteggiano le due migliori del lotto e dal quale possono dipendere le sorti della stagione sono errori determinanti. Da aggiungere al fatto che al Cesena è stato concesso un solo rigore, negati con Pineto e Sestri, senza dimenticare l’assurda espulsione di Corazza e il mancato rosso a Signorini a Gubbio.

Niente vittimismi, ma solo maggiore considerazione a dati oggettivi per un pubblico, un ambiente ed una squadra che meritano rispetto.

Daniele Zandoli

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