Cesena, prova di forza: il Rimini si arrende. I bianconeri chiudono la pratica in un tempo

Adamo e Shpendi firmano la vittoria: la cavalcata continua, la Torres è a -12. La squadra di Troise non riesce a pungere

10 febbraio 2024
Cesena, prova di forza: il Rimini si arrende. I bianconeri chiudono la pratica in un tempo
Cesena, prova di forza: il Rimini si arrende. I bianconeri chiudono la pratica in un tempo

RIMINI

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CESENA

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RIMINI (5-3-2): Colombi; Megelaitis, Pietrangeli, Gigli, Lepri, Semeraro (10’ st Malagrida); Sala (32’ st Leoncini), Langella, Delcarro (10’ st Garetto); Lamesta (21’ st Iacoponi), Ubaldi (21’ st Morra). A disp.: Colombo, De Lucci, Quacquarelli, Marchesi, Gorelli, Cernigoi, Rosini, Tofanari. All.: Troise.

CESENA (3-4-2-1): Pisseri; Pieraccini, Prestia, Piacentini; Adamo (33’ st Pierozzi), Francesconi, Saber, Donnarumma; Berti, Shpendi; Corazza (33’ st Ogunseye). A disp.: Veljaj, Siano, Pitti, Chiarello, Kargbo, Coccolo, Ciofi, De Rose, David, Giovannini. All.: Napoli (Toscano squalificato).

Arbitro: Marco Emmanuele di Pisa. Assistenti: Andrea Bianchini di Perugia e Egidio Marchetti di Trento. Quarto ufficiale: Matteo Centi di Terni.

Reti: 13’ pt Adamo, 41’ pt Shpendi.

Note - Spettatori 6.396 (1.288 ospiti). Angoli 5-8. Ammoniti: Sala, Megelaitis. Recupero: 1’ pt e 4’ st.

di Donatella Filippi

Troppo Cesena per questo Rimini. All’andata come al ritorno. Senza diritto di replica. Quarantuno minuti tutti bianconeri bastano alla capolista per prendersi il derby e lanciare alla Torres l’ennesimo segnale di stagione. In quei 41 minuti ci sono due gol e tante occasioni create. Mentre dall’altra parte, il Rimini cerca inutilmente di coprirsi. Con il risultato di riuscire soltanto a evitare di finire a gambe all’aria come all’andata.

È il derby degli assenti a tutte le latitudini della Romagna. Troise è orfano di mezzo attacco. Morra, dopo l’infortunio, ha una ventina di minuti nelle gambe. Cernigoi nemmeno quelli. Toscano non ha Silvestri e Varone (squalificati). Kargbo e De Rose sono in panchina, ma quasi per onore di firma. E in caso di necessità. Necessità che evidentemente non c’è, pensa Toscano guardando i suoi dai seggiolini più alti del ’Neri’ (è squalificato). Si può anche godere lo spettacolo da una posizione migliore e senza nemmeno soffrire. Qualche assalto per testare la tenuta della difesa riminese e poi si va. La testa di Adamo apre le danze sul cross calibrato da Donnarumma. Un vantaggio che non ferma il Cesena. Troise si sgola dalla panchina, ma la batteria di ’piccoli’ là davanti non copre e non punge. E non è che gli altri reparti funzionino meglio. Saber e Francesconi in mezzo al campo sono in controllo. Adamo e Donnarumma sulle fasce frenano, accelerano, pennellano non indisturbati, ma quasi. È tempo anche di raddoppio, a una manciata di minuti dalla pausa di metà gara. Si passa sempre dal piede di Donnarumma che batte la punizione dalla sinistra. Piacentini circumnaviga Lepri e mette sui piedi di Shpendi il pallone giusto per il 2-0, per il 15esimo centro stagionale.

Troise ci pensa su nell’intervallo, mentre Toscano non ne ha bisogno. Malagrida e Garetto si prendono la seconda parte del derby. Ma è comunque il Cesena a prendesi il palco anche nella ripresa. E serve la traversa per fermare Donnarumma. Il Rimini si fa un po’ più vivo solo quando in campo ci mette piede Morra. È il minuto 29 e, dopo la bellezza di 74 minuti, ci si accorge anche della presenza di Pisseri, bravo sul colpo di testa dell’attaccante piemontese. Tutto qui. "La capolista se ne va", cantano i tifosi bianconeri saltando con i giocatori sotto la curva ospiti. Decisamente più mesta l’uscita di scena dei padroni di casa passando sotto la curva biancorossa.

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