Clamoroso fra i dilettanti: decisivo un video. Da 4 anni di stop a un turno, sentenza ribaltata

Dopo il verdetto del giudice sportivo, la decisione della Corte d’Appello Territoriale: Mecca del San Crisostomo non ha aggredito l’arbitro

di GIULIO MOLA -
17 febbraio 2024
Clamoroso fra i dilettanti: decisivo un video. Da 4 anni di stop a un turno, sentenza ribaltata

Il fermo immagine che ha scagionato il calciatore Stefano Mecca dall’accusa di «aggressione» all’arbitro

Arbitro sconfessato e verdetto del giudice sportivo ribaltato: il ricorso di Stefano Mecca, calciatore dell’Asd San Crisostomo (Seconda Categoria) squalificato fino al 25 gennaio 2028 è stato accolto dalla Corte Sportiva di Appello Territoriale che ha cancellato i quattro anni di stop della sentenza di primo grado sanzionando il giocatore con una sola giornata. Confermata dunque l’anticipazione de “Il Giorno“ riguardanti una decisione tanto clamorosa quanto importante e che certamente crea un precedente, perché sul nuovo giudizio pesa (come prova fornita dalla società e dal calciatore) il video prodotto con il ricorso. Immagini che di fatto scagionano Mecca dall’accusa di aver "deliberatamente e violentemente aggredito l’arbitro" (il referto del direttore di gara) dopo la concessione di un rigore durante la partita col Niguarda, "colpendolo con una ginocchiata all’altezza del menisco laterale destro spingendolo poi con le braccia facendolo rotolare a terra in avanti di un paio di metri".

Il San Crisostomo aveva presentato immediatamente ricorso presso la Corte d’Appello Territoriale osservando come "l’asserita aggressione nei confronti del Direttore di gara sarebbe avvenuta da tergo, sicché l’arbitro non potrebbe essersi reso conto di quanto avvenuto e di aver valutato erroneamente la condotta del tesserato in funzione del contatto fisico con lo stesso e della successiva caduta a terra", portando a supporto riprese video dell’accaduto e fotogrammi estrapolati dal video stesso, dai quali deduce che "l’arbitro si era posizionato in modo errato all’interno dell’area di rigore... ostacolando la visibilità ai calciatori in campo e che il contatto tra il calciatore e l’arbitro sarebbe avvenuto in modo fortuito, a causa del fatto che dopo la segnatura del rigore l’arbitro si è girato improvvisamente allargando il braccio per convalidare la rete, incrociando la corsa del calciatore, che arrivava da tergo".

Giovedì sera il reclamo è stato accolto dalla Corte che, sulla base delle immagini prodotte, ha escluso "qualsivoglia condotta violenta o intenzionalmente diretta a produrre lesioni personali all’arbitro". Al momento dell’esecuzione del rigore, l’arbitro "non ha potuto vedere cosa è successo alle sue spalle essendo rivolto verso la porta, e nel momento in cui è entrato in contatto con Mecca, cadendo a terra dopo la segnatura della rete, si è sentito fisicamente aggredito e ha ritenuto che tale contatto fosse stato volontario e deliberatamente orientato a provocargli un danno fisico. Tuttavia la dinamica appare incompatibile con qualsivoglia intenzionalità e volontà di colpire l’arbitro".

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