Lucchese: la nuova radiografia. La Pantera resta ancora anemica

Il gol che arriva con il contagocce rimane il grande problema rossonero. Le scelte da fare per il futuro

17 marzo 2024
Lucchese: la nuova radiografia. La Pantera resta ancora anemica

Yeboah ha sicuramente talento, ma manca di esperienza contro certe difese

In occasione del mercato di riparazione, a gennaio, ci eravamo permessi di notare che, alla Lucchese, sarebbe servito soprattutto un centravanti di spessore, visto il ritardo nella preparazione da parte di Magnaghi e alla luce del fatto che Yeboah è, sì, un giovane sicuramente interessante e con buone qualità tecniche, ma non in grado di reggere l’urto contro difensori più esperti. E’ successo, invece, che sia arrivato Disanto che è, indubbiamente, un giocatore di categoria, ma anche lui un esterno. In quel ruolo la Lucchese era già coperta con Rizzo Pinna, Russo e Guadagni, in attesa del rientro di Fedato.

Il risultato di certe scelte, quanto meno discutibili, lo si è visto in modo chiaro e lampante venerdì sera, a Chiavari, dove l’assenza di un centravanti come si deve si è fatta sentire, dal momento che il portiere ligure De Lucia non ha mai dovuto compiere un intervento. Perché Yeboah è rimasto imbrigliato nella morsa di Bonini e compagni e perché Magnaghi, entrato nel finale, ha fatto solo qualche sponda. E, così, è venuta fuori la più scialba partita di questa stagione, tra due squadre che si sono annullate a vicenda, preoccupate di non perdere.

Di positivo c’è stato solo il risultato che è servito alla Lucchese per portare a quattro le partite utili consecutive e a fare un altro "passettino" verso la quota sicurezza; ma, su tutto il resto, qualità del gioco espresso, meglio sorvolare. Ripensando a quanto dichiarato dal presidente Bulgarella, è facile immaginare che, nella ricostruzione della squadra per la prossima stagione – compito arduo e complicato, dal momento che ci sono troppi giocatori con contratti robusti e biennali – , la priorità sarà data all’ingaggio di almeno due attaccanti centrali. Magari non da venti reti ciascuno, come auspicato dal presidente Bulgarella, uno al quale non piace arrivare secondo, ma, sicuramente con un curriculum recente di tutto rispetto. Ma delle reali prospettive per il prossimo campionato, ci sarà tempo e spazio per parlarne.

Oggi la Lucchese ha l’obbligo di chiudere il più in alto possibile la stagione, cercando di entrare, per il terzo anno consecutivo, nei play-off, nel contesto di un girone che, contrariamente a quanti affermano trattarsi di una "B2", è, invece, il solito girone di serie "C", con cinque-sei squadre che hanno qualcosa in più, ma con le altre più o meno sullo stesso livello, decisamente più verso il basso. Basta guardare la classifica per rendersene conto.

Dopo Chiavari la Lucchese è scivolata di nuovo all’undicesimo posto (che potrebbe scendere al dodicesimo, in base al risultato della sfida tra Pineto ed Arezzo). Ma i rossoneri possono e devono recuperare le posizioni perdute, nonostante le difficoltà di cui abbiamo parlato sopra.

Emiliano Pellegrini

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