Lucchese: l’uomo della domenica. Disanto: "Quel gol mi ha liberato"

Il match-winner: "Dedicato alla mia fidanzata Costanza. Ora battiamo l’Entella. Il rinnovo? Può attendere"

12 marzo 2024
Lucchese: l’uomo della domenica. Disanto: "Quel gol mi ha liberato"

Nella foto «Alcide»: Francesco Disanto nell’acquitrino del «Porta Elisa» contro l’Olbia

Dopo averci provato una mezza dozzina di volte, senza riuscire, però, a centrare il bersaglio, contro l’Olbia Francesco Disanto ha rotto finalmente il ghiaccio. Il suo primo gol in maglia rossonera ha avuto un effetto, per così dire, "salutare" sulla classifica, perché, da domenica, la Lucchese è entrata ufficialmente nella "top ten", a scapito del Pineto che, pur avendo gli stessi punti (39), è in svantaggio con i rossoneri nel doppio confronto (vittoria al "Porta Elisa", pari in trasferta).

Si può dire, Disanto, che Rizzo Pinna gli ha restituito il favore, rimettendo quel pallone in area sul quale, in spaccata, ha "bucato" la porta sarda?

"E’ vero: a Pontedera il gol del 2 a 2 di Rizzo Pinna era nato da un mio centro dal fondo. Contro l’Olbia, quando è partito il cross di Rizzo Pinna, sono andato incontro al pallone e, da terra, sono stato più veloce dell’avversario nel calciare a rete. E’ andata bene e, per me, è stata una specie di… liberazione".

Perché le pesava il fatto di essere ancora a secco?

"Il rammarico era dovuto al fatto che sono arrivato spesso a tu per tu con il portiere avversario, senza riuscire a fare gol. C’è stata, è vero, la traversa di Pineto a negarmi la soddisfazione del gol, però è anche vero che, con un pizzico di “cattiveria” e precisione in più da parte mia avrei potuto segnare almeno un paio di gol. Ma l’importante è che mi sia sbloccato, contribuendo alla conquista di tre punti".

Dopo la rete si è rivolto verso la tribuna: perché?

"Ho mandato un bacio alla mia fidanzata, Costanza, che era in tribuna assieme ai genitori. Ora spero di continuare".

Il caso ha voluto che la prima difesa del decimo posto avverrà venerdì sera, a Chiavari, contro quell’Entella che, a gennaio, le ha permesso di venire a Lucca. Perché ha giocato poco in Liguria?

"Nei cinque mesi trascorsi a Chiavari, dove mi sono trovato benissimo, in una società superorganizzata, sono stato impiegato con il contagocce, come si dice. Semplicemente il “3-5-2” adottato dai tecnici non si addiceva compiutamente alle mie caratteristiche tecniche. Comunque mi sono messo a disposizione del mister ed ho cercato di dare il mio contributo. Qui a Lucca, giocando con due esterni offensivi ed una punta centrale, mi trovo più a mio agio. Quanto alla sfida di venerdì sera, ci aspetta una gara molto complicata, data la indiscussa caratura tecnica dell’avversario. Loro faranno di tutto per tornare al successo e scavalcarci in classifica; al contrario noi dovremo fare la nostra partita, evitando qualsiasi calo di tensione. Per quello che mi riguarda, oggi vesto la maglia rossonera e farò di tutto per onorarla al meglio".

Lei è qui in prestito con diritto di riscatto a favore della Lucchese. Nel suo futuro si vede ancora in maglia rossonera?

"In questo momento il mio unico pensiero è quello di dare il massimo e ripagare, così, la fiducia che la società ha avuto in me. Molto dipenderà dalle proposte che il club mi farà, ma ora rimaniamo concentrati solo sul presente che si chiama Entella. Il resto, rinnovo del contratto o meno, può attendere".

Emiliano Pellegrini

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