L’uovo di (mister) Colombo. Renate, serve lo psicologo

Calcio Serie C, dopo il secondo ko consecutivo in casa: "Devo trovare la cura"

di ROBERTO SANVITO -
6 febbraio 2024
L’uovo di (mister) Colombo. Renate, serve lo psicologo
L’uovo di (mister) Colombo. Renate, serve lo psicologo

Sembra più uno psicologo che un allenatore Alberto Colombo quando si trova a commentare il secondo ko consecutivo casalingo del suo Renate che, con una partita in meno, oggi è più vicino alla zona playout che playoff della classifica.

Non sono i cinque della Pergolettese, ma il golletto preso dal Legnago nel secondo tempo della gara di sabato vale sempre tre punti persi. E la certificazione che lo sprint delle tre vinte di fila dopo il cambio mister si sia già esaurito.

Colombo, quindi, la mette soprattutto sull’aspetto mentale e parla espressamente della necessità di "trovare una cura" e di attivare "un percorso per essere più forti a livello psicologico".

Appunto. Manca solo il lettino per il paziente e il quadretto è al completo. E poi un forte appello ai nuovi acquisti, ai tanti nuovi, ben nove rispetto all’organico assemblato tra giugno e agosto da Oscar Magoni che piano piano stanno trovando spazio in campo. "Bisogna trovare la freschezza anche e soprattutto di chi è appena arrivato e che quindi non si porta appresso i fardelli del recente passato o del passato di questo Renate. Da loro possiamo ricevere tantissimo in questi termini".

Parole chiare e non si esclude quindi che dalla prossima partita, ancora in casa nell’assurdo orario del sabato alle 20.45 contro il Lumezzane, parta una rivoluzione ancora più sostanziosa in termini di undici titolare. Staremo a vedere. "Il Legnago è parso più in palla di noi nei primi 45 minuti - analizza la gara Colombo - Nel secondo tempo invece, quando a livello di predominio territoriale sembrava avessimo guadagnato spazio, il gol su punizione ha spostato gli equilibri. Il mio compito adesso è trovare le soluzioni alle problematiche evidenziate da questi 90 minuti. Ovvero trovare le contromisure adeguate a un momento che rischia di far soccombere la squadra sotto macigni pesantissimi, psicologici e tecnici".

Poi ancora. "In certi momenti, è vero, siamo fragili. Appena subiamo un episodio negativo, il segno resta, e scalfisce la nostra fiducia. È qui che devo intervenire. Perché poi tutto si riflette a livello tattico nel senso che si perde il coraggio necessario per attaccare, per aggredire. Concedi quel secondo in più all’avversario che può costarti veramente caro".

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