Ravenna, la parola a Brunelli: "Lascerò continuità e organizzazione"

Il bilancio del presidente, che a fine stagione cederà il testimone a Ignazio Cipriani. "Gadda? Uomo di valore"

di ROBERTO ROMIN -
24 dicembre 2023
Ravenna, la parola a Brunelli: "Lascerò continuità e organizzazione"
Ravenna, la parola a Brunelli: "Lascerò continuità e organizzazione"

Al termine del girone di andata, Alessandro Brunelli ha tirato la riga del primo quadrimestre. Quello del presidente giallorosso è un bilancio positivo, alla luce anche del 1° posto in classifica e delle prospettive che si sono aperte, non del tutto previste a inizio stagione.

Brunelli, se lo sarebbe mai aspettato di vedere il Ravenna in testa alla classifica con 3 punti di vantaggio sulla seconda al giro di boa?

"Sinceramente no! La concorrenza in questo girone è agguerritissima ed essere primi al giro di boa, rappresenta un merito non da poco".

Qual è stata la partita più avvincente vista finora?

"In assoluto quella contro il Carpi. Un Ravenna devastante per qualità, spirito di gruppo e voglia di ‘mettere sotto’ l’avversario".

Vincere in quella maniera a Imola, oltre a rievocare l’impresa, e la successiva promozione, del 2017, cosa le ha suscitato?

"Orgoglio per avere a disposizione un gruppo di giocatori di questo tipo ed un romantico passaggio nei ricordi del 2017". Nel girone di ritorno, il Ravenna da chi dovrà principalmente guardarsi: dagli avversari o da sé stesso?

"Se questo gruppo non avrà distrazioni, il problema dipenderà da Forli, Corticella e Carpi, i più ‘preoccupanti’ tra gli avversari attuali".

Limitatamente agli avversari, se dovesse scegliere un solo competitor, qual è oggi quello più accreditato?

"Il Forlì".

Dopo essere partiti con l’obiettivo molto generico di fare bene, si può dire che, ora, il Ravenna ha le carte in regola per puntare alla serie C?

"Condivido in pieno l’impostazione attualmente applicata dal nostro staff tecnico: gara dopo gara, si consolidano le ambizioni e gli obbiettivi".

Da presidente uscente, come sta vivendo questo momento magico? Non le dispiace dover passare la mano proprio ora, dopo le sofferenze delle ultime stagioni?

"Forse stiamo dimenticando un po’ troppo in fretta la stupenda stagione di Dossena allenatore. Comunque rispondo, che l’entusiasmo è alle stelle per un passaggio di consegne capace di garantire prestigio e fasti alla città di Ravenna".

Cosa lascia in eredità alla nuova dirigenza?

"Continuità ed organizzazione: due elementi assolutamente estranei al momento del nostro ingresso".

Il ‘matrimonio’ con mister Gadda è avvenuto nei tempi giusti, oppure è pentito di non averci pensato prima?

"Ci avevamo pensato anche anni fa, ma non riuscimmo a trovare il giusto equilibrio tra le esigenze del mister e le nostre possibilità. Ad onor del vero devo dire che, il rapporto con il mister è andato oltre ogni più rosea prospettiva: uomo e tecnico di assoluto valore".

È Matteo Prati, oggi protagonista col Cagliari in serie A, la sua soddisfazione più grande in 12 anni al vertice del club?

"Enorme soddisfazione per ciò che Matteo sta facendo e che farà, ma anche grande orgoglio per i tantissimi ragazzi ‘transitati’ da Ravenna, moltissimi dei quali militano tutt’ora nel calcio professionistico".

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