Rossi, una vita tra i pali. "Il Ravenna non molla mai. Io ci metto l’esperienza»

Il 37enne secondo portiere dei giallorossi: "Carpi e Forlì costruite per vincere"

13 febbraio 2024
"Il Ravenna non molla mai. Io ci metto l’esperienza"
"Il Ravenna non molla mai. Io ci metto l’esperienza"

Gian Maria Rossi, trentasettenne portiere ravennate ‘sacrificato’ sull’altare delle regole del campionato di serie D, è quasi un lusso per la panchina giallorossa. Ma è anche una garanzia per lo spogliatoio e per ogni... evenienza.

Rossi, che voto dà al Ravenna?

"Il campionato del Ravenna è stato di alto livello. Il mio voto è altrettanto alto. Dobbiamo continuare su questa media, senza guardare a lungo termine. Bisogna ragionare allenamento dopo allenamento, cercando di migliorarci".

Ad inizio della preparazione i fari erano puntati su altre realtà. Si era reso conto di fare parte di un gruppo così forte?

"Erano altre le squadre costruite per vincere. La sensazione che ci fosse un gruppo importante, l’ho avuta fin da subito. Magari non eravamo consapevoli di poter puntare in alto, ma il gruppo ha dimostrato fin da subito entusiasmo e voglia di migliorarsi".

La regola degli under, e la crescita di Cordaro, hanno limitato il suo minutaggio al solo match inaugurale contro la Pistoiese. Come la vive?

"Quella degli under è una regola che conosciamo tutti e anch’io ne ero al corrente. La speranza e la volontà di ogni atleta è quella di giocare il più possibile. Tuttavia, ho sempre messo l’obiettivo di squadra davanti all’obiettivo del singolo. Non giocare non fa piacere, ma sono contento per Cordaro".

Il preparatore dei portieri Dadina dice che, senza un compagno come lei, Cordaro non sarebbe salito a questo livello... "Col passare degli anni, il peso che hai dentro lo spogliatoio, anche solo a livello di esperienza, può essere importante. Al di là delle parole, penso che sia fondamentale quello che si riesce a trasmettere in campo durante gli allenamenti. È l’esempio migliore. Mi sento comunque parte importante del gruppo e del progetto Ravenna, e di questo ne sono contento".

Pensando alle partite disputate fin qui, in cosa il Ravenna l’ha stupita ed in cosa dovrà migliorare?

"Una grande dote di questo Ravenna è la perseveranza. La squadra crede in quello che fa, e lo esplicita con forza. Ecco cosa dovrà accompagnarci fino alla fino: la voglia di migliorarci, la voglia di arrivare sul pallone prima dell’avversario, la voglia di tenere alti i ritmi".

Qual è l’avversario che più temibile?

"Gli avversari da cui guardarsi sono tanti, anche perché, la classifica è molto corta. Non penso ce ne sia uno più temibile di altri. Ci sono realtà, come Carpi e Forlì, che hanno costruito la squadra per vincere il campionato, come lo stesso San Marino; oppure come Corticella e Lentigione, che sono realtà abituate a campionati di vertice".

Domenica arriva il Lentigione, che approccio servirà?

"Serviranno la voglia, l’atteggiamento e l’intensità delle ultime partite".

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