Milano gira a mille, carica da finale. Super Shields stende Venezia . La difesa è ancora da applausi. Messina ha ritrovato la squadra

Alle 17,45 l’ultimo atto a Torino: l’Olimpia può riscattarsi dopo la delusione dello scorso anno

di ALESSANDRO LUIGI MAGGI -
18 febbraio 2024

ea7 EMPORIO ARMANI

100

umana reyer

77

31-20, 60-37, 74-58

OLIMPIA MILANO: Bortolani, Tonut 8, Melli 2, Napier 17, Ricci 2, Flaccadori 13, Hall 7, Caruso 2, Shields 28, Mirotic 8, Hines 2, Voigtmann 11. Coach Messina.

REYER VENEZIA:

Spissu 14 (6 reb), Tessitori 5, Heidegger 9, Casarin, De Nicolao, O’Connell n.e, Janelidze n.e, Kabengele 18, Brooks, Simms 10, Wiltjer 6, Tucker 15. Coach Spahija

Note:

52.7-58.1% tiri da due punti, 45.8-32% tiri da tre punti, 80-85% tiri liberi, 35-35 rimbalzi (9 Melli), 24-16 assist (6 Napier), 9-17 palle perse, 10-3 palle recuperate.

L’Olimpia Milano conquista la terza finale di Coppa Italia in quattro stagioni e si presenta all’ultimo atto torinese di questo pomeriggio (palla a due alle 17.45) da assoluta favorita. Trento prima, quindi la Reyer Venezia. Un’altra recita senza sbavature, “no game“ come dicono negli Stati Uniti. La squadra orogranata tocca il suo ultimo vantaggio sul 2-6 dopo tre minuti di gioco, il resto è un assolo. Qualche numero? 11 punti di Shields nel giro di quattro minuti nel primo quarto, 22 alla sirena del… primo tempo. Olimpia che segna 31 punti nel primo, 29 nel secondo, toccando quota 70 con ancora tredici minuti da giocare. E parliamo di una squadra che solitamente ne segna 78.8 in tutto. Ma, come con l’Aquila, l’attacco non è il solo tema.

Tutto, ancora una volta, parte dalla difesa. La Reyer ha il funambolico Tucker, con Pistoia però la differenza era arrivata da sotto con Kabengele. Impossibile contro il sistema di Ettore Messina, che soffoca i portatori di palla e chiude le linee di passaggio. E allora nella prima frazione di gioco arrivano 12 punti in transizione, 5 recuperi e 7 palle perse provocate. Spissu diventa un fattore solo a giochi fatti, Wiltjer non entra mai in partita, e dall’altro lato del campo il gioco biancorosso è un piacere, con circolazione di palla e tiri piedi a terra garantiti anche dall’ottima prestazione di Shabazz Napier.

Niente di banale, niente di scontato per una squadra che arriva da mesi di "vacche magre" in Europa, e che in fondo per queste Final Eight ha strappato il pass solo nell’ultima giornata del girone di andata.

Coach Ettore Messina alza la voce solo ad inizio ripresa quando Venezia, caduta anche a -25, piazza un 9-0 di parziale e concede il primo canestro dopo oltre minuti. Poi l’inerzia ritorna tutta dalla parte dell’Olimpia.

Brilla il biancorosso, gestendo ancora una volta le forze, brindando ad uno Shields immarcabile e un Napier in crescita, accontentandosi di un grigio Mirotic, che prende male anche un cambio nel quarto quarto. Ma sono questioni di campo, quel che conta è che per questa Olimpia la Coppa Italia sia davvero ad un passo.

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