Papà LeBron con il figlio Bronny. Ora i Lakers hanno due ’prescelti’

James ottiene quello che sognava: giocare con l’erede, chiamato al secondo giro da Los Angeles

di ALESSANDRO GALLO -
29 giugno 2024
Papà LeBron con il figlio Bronny. Ora i Lakers hanno due ’prescelti’

Papà LeBron con il figlio Bronny. Ora i Lakers hanno due ’prescelti’

Bronny e LeBron: i protagonisti della favola del secolo ci sono. Adesso, però, bisogna scriverla anche se a Los Angeles e a Hollywood in particolare, sono bravissimi. Bronny e LeBron hanno lo stesso cognome: James. Il primo ha 19 anni, il secondo 39: sono rispettivamente figlio e padre. Una situazione del genere, nella Nba, non s’era mai vista. Qualcosa di simile, padre e figlio – Hugo e Facundo Conte – nel volley, nel campionato argentino. Ma nella Nba, mai.

In Italia abbiamo vissuto qualcosa di simile: Dino Meneghin nello stesso campionato del figlio Andrea. Non compagni di squadra, ma avversari e rivali.

Nella Nba, no. Li dove tutto fa spettacolo (alle volte anche troppo, a scapito del gioco...), Bronny e LeBron affronteranno lo stesso campionato, con la maglia dei Lakers di Los Angeles.

Da un lato chi vede l’inizio di una favola incredibile. Dall’altro chi accusa il giovane di essere un raccomandato.

La realtà, forse, sta nel mezzo nel senso che LeBron James, quattro titoli Nba, due titoli olimpici e una serie impressionante di record, aveva un sogno. Restare in campo nella Nba fino all’ingresso del figlio. Ora, visto che LeBron si avvia verso i 40 si poteva pensare a un campione in disarmo. Sul parquet (provocazione, è chiaro), con il bastone da passeggio. LeBron no: fa ancora il fenomeno come se avesse fatto un patto con il diavolo e il tempo per lui non fosse mai passato.

Bronny è un ragazzo di belle speranze – 187 centimetri, 4,8 punti, 2,8 rimbalzi e 2,1 assist di media – che ha conosciuto la paura. Lo scorso anno venne fermato da un arresto cardiaco. Un difetto congenito che, operato, gli ha permesso di tornare a giocare per i Trojans di Southern California. Cifre tutt’altro che esaltanti: ma Bronny si è reso disponibile per il draft. La volontà di papà, e il fatto che il giovanotto sia stato scelto al secondo giro, ha fatto il resto. Bronny è un giocatore dei Lakers.

Lui e papà forse andranno all’allenamento insieme, non per risparmiare benzina. Ci sono tutti gli ingredienti per un bella favola, a dispetto delle malelingue. Aspettiamo solo che ce la raccontino.

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