Accorsi, futuro sicuro. "Belinelli e Cordinier, i modelli della Virtus»

Basket Il baby bianconero tra i protagonisti ai Mondiali under 17 "Sono nato nella Masi, poi ho scelto il club migliore per crescere".

di MASSIMO SELLERI -
10 luglio 2024
"Belinelli e Cordinier, i modelli della Virtus"

"Belinelli e Cordinier, i modelli della Virtus"

Con i suoi 17 anni compiuti lo scorso maggio, Matteo Accorsi ha compiuto un altro importante passo verso il sogno di diventare un giocatore professionista. Con la nazionale azzurra ha conquistato l’argento ai campionati mondiali under 17 e per il giovane proveniente dal vivaio della Virtus si tratta di una sorta di bis dato che un anno fa aveva ottenuto la stessa medaglia agli Europei under 16. Per la giovane guardia bolognese i tempi per festeggiare sono stati ristrettissimi, dato che già ieri era in palestra ad allenarsi.

"La passione per la pallacanestro – racconta Accorsi – mi è stata trasmessa dal mio papà, che ha avuto un passato da cestista. Io abito a Casalecchio e da bambino mi ha chiesto se avevo voglia di andare a giocare nella società del nostro territorio, la polisportiva Masi. Ho provato, mi è piaciuto e dà lì è iniziato un percorso che mi ha consentito di essere selezionato dalla Virtus. Davanti a quella che sapevo essere la migliore società di Bologna non potevo dire no e mi sono messo in gioco e adesso sono qui sapendo che è ancora lunga la strada per arrivare al traguardo che voglio raggiungere".

Il 3 settembre del 2023 ha giocato una gara amichevole con la prima squadra a Faenza. A quale giocatore si ispira?

"Essendo una guardia non posso non avere come modello Marco Belinelli per il tiro, per la capacità di uscire dai blocchi e per il suo essere in grado di farsi trovare sempre pronto e di trasformare in un canestro anche un passaggio non perfetto. Non è l’unico che vorrei imitare, ad esempio Isaia Cordinier è un giocatore completo sia in attacco che in difesa e anche questo è un aspetto che mi piacerebbe avere".

Ci racconta il percorso del mondiale.

"Siamo partiti male perdendo le prime due gare, poi abbiamo vinto con la Nuova Zelanda e quel successo ci ha sbloccato. Da lì ci siamo sbloccati imponendoci contro l’Australia dopo un supplementare e poi contro il Portorico. La semifinale è stata tosta contro i padroni di casa della Turchia che erano sostenuto da circa 4mila tifosi. In finale abbiamo dovuto arrenderci alla superiorità degli Stati Uniti che erano più forti di noi sia sul piano fisico che su quello atletico. Confrontarsi con i giocatori migliori delle altre nazioni è stata una esperienza molto formativa per tutti noi e credo che alla fine la nostra squadra abbia centrato un ottimo risultato, sicuramente superiore a tutte le aspettative".

Quali sono i suoi programmi futuri?

"Spero di potermi allenare in maniera più continuativa con la prima squadra e di riuscire a vincere il campionato under 19 senza dimenticare o trascurare quelli che sono gli impegni legati allo studio. Intanto lavoro con gli allenatori Mattia Largo, Riccardo Pezzoli e Samuele Mongardi. Sono persone che mi stanno aiutando a crescere e che mi hanno aiutato ad avere fiducia nei miei mezzi. Grazie a loro ho scoperto di avere una buona mano nel tiro da tre punti e di essere un esterno che in alcuni momenti può anche essere utilizzato da play".

Mercato in uscita, infine. O meglio, un ritorno in patria, da dove era partito. Ognjen Dobric, che si era perso dopo un inizio incoraggiante, tornerà a vestirà la maglia della Stella Rossa Belgrado.

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