Capolavoro Banchi: ha fatto di necessità Virtus. Lundberg e Abass rinati, ora tocca a Dobric

Nell’emergenza, il coach ha rispolverato giocatori quasi dimenticati e decisivi contro Milano. La prossima ’sfida’ è con il serbo

di MASSIMO SELLERI -
16 novembre 2023
Capolavoro Banchi: ha fatto di necessità Virtus. Lundberg e Abass rinati, ora tocca a Dobric

Capolavoro Banchi: ha fatto di necessità Virtus. Lundberg e Abass rinati, ora tocca a Dobric

Iffe Lundberg segna 17 punti nell’ultimo quarto smentendo chi pensava che l’Eurolega richiedesse un livello troppo alto per lui. Abi Abass è tornato ad essere quel giocatore che la V nera aveva fortemente voluto nel 2020 dopo averlo visto all’opera con Brescia. Daniel Hackett gioca senza particolari patemi intimi e da ex di lungo corso questa probabilmente è la prima volta in carriera. Se è vero che tre indirizzi fanno una prova, la vittoria della Virtus contro Milano arrivata martedì sera conferma che Luca Banchi sta mettendo tutti i giocatori nella condizione di potersi esprimere al meglio. Il risultato è che la Segafredo ha vinto sei delle otto partite disputate in Europa e ha anche saputo rialzarsi immediatamente dopo aver rimediato un sonoro schiaffone a Madrid pur essendo in una situazione di vera emergenza, dovendo fare i conti con le assenze di Achille Polonara e di Jordan Mickey.

Kurt Lewin, il primo psicologo che ha studiato le dinamiche di gruppo, sosteneva che un leader per essere tale deve avere dei valori che, esperienza dopo esperienza, consolidino il suo carisma agli occhi degli altri membri. Non vi sono dubbi che questa teoria si adatti perfettamente al coach della V nera. Martedì sera avrebbe potuto disinteressarsi di tutto quello che non riguardava la sua squadra e, invece, si è preoccupato di entrare in campo insieme ad Ettore Messina per evitare che l’ingresso del tecnico meneghino fosse accompagnato dai fischi della curva bianconera. Nel dopo partita l’allenatore milanese ha definito di gran classe questo gesto, lasciando intendere che una decisione del genere è frutto di uno spessore morale non comune. Lo stesso rispetto Banchi lo sta applicando con i suoi giocatori.

Non ci sono né pregiudizi né favoritismi: tutti hanno almeno una occasione e chiaramente chi gioca meglio sta in campo, ma allo stesso tempo il restare in panchina non va interpretato come una bocciatura eterna. Questo significa anche non effettuare i cambi con l’orologio avendo già stabilito l’utilizzo dei singoli con una certa precisione e la diretta conseguenza di questo criterio è che chi è in forma ha la possibilità di esprimersi e chi non lo è ha uno spazio un po’ più ampio per ritrovarla. Si è, quindi, ritornati ad una stato di normalità, cosa che forse era un po’ mancata nelle ultime stagioni anche se a dirla tutta questa situazione adesso è più facile realizzarla avendo questa squadra un equilibrio migliore rispetto a quello delle versione precedenti.

In questa operazione di costante recupero delle risorse umane viene da chiedersi quando sarà il turno di Ognjen Dobric. Non si può dire che fino a qui le sue prestazioni siano state negative, ma non sono ancora in linea con quelle che sono le sue credenziali e il suo curriculum. L’esterno serbo si è presentato all’Arcoveggio in estate dovendo smaltire sia un infortunio alla caviglia destra rimediato con la nazionale sia qualche difficoltà nell’ambientamento essendo questa la sua prima stagione lontano da Belgrado. Tante cose buone le si sono già viste con Milano e lui, insieme al rientro di Polonara, potrebbe essere il valore aggiunto per continuare a viaggiare verso i playoff di Eurolega.

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