Virtus Bologna, Polonara racconta come ha scoperto il tumore

L’ala bianconera: “Ho saputo della malattia grazie ad un controllo antidoping, arrivato dopo la finale di Supercoppa a Brescia”. Ora il giocatore è tornato ad allenarsi: “Sto bene, ma è stato un periodo tosto”

di GIACOMO GUIZZARDI -
1 dicembre 2023
Achille Polonara della Virtus Bologna è tornato ad allenarsi dopo essere stato operato per un tumore
Achille Polonara della Virtus Bologna è tornato ad allenarsi dopo essere stato operato per un tumore

Bologna, 1 dicembre 2023 – Dopo essere tornato ad allenarsi coi compagni nella giornata di martedì 28 novembre, Achille Polonara ha deciso di raccontarsi – per la prima volta dopo la scoperta della sua malattia – all’interno del podcast ‘Non solo Virtus’, tramite il quale ha ripercorso le sue ultime, complicate, settimane.

“Sto bene, ma è stato un periodo tosto – racconta lo stesso Polonara, nella chiacchierata di oltre venticinque minuti fruibile su tutte le maggiori piattaforme – a due mesi dall’operazione posso dirmi contento e pronto per tornare”.

Sensazione che si legano anche al ritorno in campo per gli allenamenti: “Prima dell’allenamento l’altro giorno ero carichissimo: pensavo peggio, visti i due mesi senza toccare la palla”.

Poi, il racconto della scoperta della malattia: “Ho scoperto il tumore grazie ad un controllo antidoping, arrivato dopo la finale di Supercoppa a Brescia. Mi arrivò una mail il 6 ottobre da parte della Procura Federale antidoping: un valore anomalo, dovevo dimostrare nel giro di due settimane se quel valore provenisse o meno dal mio corpo. Ero tranquillo”.

“Dopo avere contattato il dottore della Virtus, Rizzo, mi sono imbattuto in un articolo su Francesco Acerbi, che scoprì la malattia nello stesso modo”, prosegue Polonara, che poi aggiunge: “Lo stesso Rizzo mi contattò dicendomi che dovevamo andare al Sant’Orsola a fare un esame. I dottori hanno notato il tumore con il macchinario dell’ecografia, tranquillizzandomi immediatamente. La cosa peggirore è stata l’attesa dell’esito della Tac dopo l’operazione”. E ora? “Ora mi auguro che il momento più difficile sia ormai alle spalle”.

Le sensazioni, da fuori, sono molteplici: “Assistere a una gara dei miei compagni da fuori è difficile, ma la salute è al primo posto. Non avevo mai avuto un problema di salute, mi ha trovato spiazzato”.

Poi l’appoggio e la vicinanza della famiglia, fondamentali: “Sono sempre stati molto positivi, è cruciale essere ottimisti in casi del genere. Sui social sono stato contattato da ragazzi che hanno avuto problemi simili, rassicurandomi sul fatto che tutto sarebbe tornato come prima. Altri invece hanno deciso di sottoporsi ai miei stessi controlli, scoprendo problemi simili al mio”.

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