All’Atalanta come in prigione? La retromarcia di Maehle: “Tradotte male le mie parole”

Il 26enne danese corregge il tiro dopo l’addio alla Dea: "È un grande allenatore e a Bergamo mi sono divertito moltissimo"

di FABRIZIO CARCANO -
8 settembre 2023
Giampiero Gasperini e Joakim Maehle

Giampiero Gasperini e Joakim Maehle

Bergamo, 8 settembre 2023 –  Marcia indietro, forse tardiva, di Joakim Maehle. Il 26enne laterale danese ex Atalanta, travolto dalle critiche dopo il suo attacco contro Gasperini e la stessa Dea, ha deciso di fare dietrofront dopo 48 ore, spiegando di essere stato frainteso per un errore di traduzione delle sue parole e dei concetti che voleva esprimere. “Sono un po' triste per come sono state tradotte le mie parole. Ho parlato della traduzione con il mio ex fisioterapista giù all'Atalanta ed è stata tradotta completamente sbagliata. Non era di certo una critica verso Gasperini, penso sia un grande allenatore e negli anni a Bergamo mi sono divertito molto. Non erano critiche, ho solo spiegato una situazione e non mi stavo rivolgendo al Gasperini allenatore. Come tecnico è straordinariamente abile, con le sue squadre ha ottenuto sempre buoni risultati", ha spiegato l’ex nerazzurro dopo la vittoria per 4-0 della sua Danimarca, peraltro con un suo gol, contro San Marino. Parole che hanno convinto solo in parte la tifoseria atalantina che da martedì ha inondato le proprie pagine social di post polemici o di sfottò contro l’esterno ceduto ad agosto al Wolfsburg dopo due e anno mezzo in nerazzurro, con 96 presenze e 6 gol complessivi. Il volto di Maehle anche in queste ore continua a campeggiare nei post del popolo nerazzurro, immortalato al post del compianto Mazzone nel cartello stradale di divieto d’accesso coniato nel settembre 2001 dopo la celebre corsa dell’allenatore del Brescia sotto la curva atalantina che lo aveva insultato, con la didascalia ‘io a Bergamo non posso entrare’. L’altro sfottò più gettonato resta quello di Maehle che ha preso il posto del patriota Silvio Pellico nel libro ‘Le mie prigioni’. Forse per ricomporre la frattura con la tifoseria nerazzurra serviranno dichiarazioni più convinte da parte del giocatore oggi al Wolfsburg. E resta comunque la chiosa del turco Merih Demiral che a quelle parole del danese mal tradotte ha aggiunto il suo ‘è tutto vero’ e lui di sicuro non è stato mal tradotto…  

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