Euro 2024, all’Inghilterra basta Bellingham: Serbia battuta 1-0

Il centrocampista del Real Madrid decide la sfida nel primo tempo, poi sale la Serbia nel secondo ma è troppo tardi. Vlahovic è battuto

di MANUEL MINGUZZI -
16 giugno 2024
Euro 2024, Serbia-Inghilterra (Ansa)

Euro 2024, Serbia-Inghilterra (Ansa)

Gelsenkirchen, 16 giugno 2024 – Di fronte a una previsione avrebbero tutti detto: Jude Bellingham. E infatti è proprio lui il protagonista dell’esordio dell’Inghilterra a Euro 2024. Un gol del mediano del Real Madrid ha consentito agli inglesi di prendersi i tre punti e la vetta del Gruppo C grazie al successo di misura sulla Serbia di Vlahovic. Ottimo primo tempo inglese, gol di Belligham dopo un quarto d’ora, la Serbia invece entra in partita tardi, solo nel secondo tempo, e non riesce a trovare il pari con un Vlahovic che ci ha provato da fuori ma Pickford ha detto no. Inghilterra in testa davanti a Danimarca e Slovenia.

Decide una zuccata di Bellingham

I serbi schierano il 3-5-2 con Mitrovic in coppia con Vlahovic in avanti, a centrocampo c’è l’ex Lazio Milinkovic Savic e in fascia il bianconero Kostic. Southgate opta per il 4-2-3-1 con Kane terminale offensivo sorretto da Foden, Bellingham e Saka. Sono ovviamente gli inglesi a fare la partita, con possesso palla e inserimenti, soprattutto con il numero dieci Bellingham, il leader tecnico, che cerca di attirare su di sé la marcatura per aprire spazi. La Serbia parte abbottonata e chiusa dietro per non fornire spazi all’avversario, che è più tecnico ma potrebbe esporsi al contropiede. Southgate ha impostato una fase di possesso a tre dietro, poi da centrocampo in su tanti movimenti e rotazioni, soprattutto con Bellingham che parte sul lato sinistro per poi accentrarsi, i serbi, invece, vogliono spezzare il ritmo, anche con qualche fallo. Al primo affondo vero e proprio, con uno sbocco in fascia destra per la fuga di Saka, arriva il cross deviato per l’inserimento di testa di Bellingham che insacca di testa da rapace di area di rigore: 1-0 al 14’. Con il vantaggio i leoni inglesi sciolgono ancora di più la manovra al cospetto di una Serbia che ha approcciato troppo molle e il piano partita di difesa e contropiede è già saltato dopo pochi minuti. Di fatto, gli attaccanti passano lunghi minuti senza toccare palla e Vlahovic è ben controllato da Guehi che monta una guardia dura e fisica. C’è però un errore nella gestione difensiva del pallone al minuto 20’ di Alexander Arnold su cui si inserisce Mitrovic, che spara di destro ma la palla esce di poco a lato. L’Inghilterra si rende di nuovo pericolosa pochi minuti dopo, quando Vlahovic perde un brutto pallone in orizzontale e avvia la ripartenza di Walker che invece di tirare crossa, ma nessun attaccante raccoglie l’invito. I britannici continuano a fare la partita, anche perché gli esterni serbi sono molto bassi e l’assistenza per gli attaccanti latita con Vlahovic e Mitrovic a lottare soli contro la retroguardia avversaria. Il lato debole dei balcanici è sicuramente a sinistra dove il passo di Kostic cede a quello più rapido e scattante di Saka che è tra i migliori del primo tempo. Solo nel finale di frazione la Serbia prova ad alzare il baricentro, tuttavia l’Inghilterra riesce a schermare le linee di passaggio verso le punte, le quali continuano a non ricevere rifornimenti né in zona centrale né dalle fasce. In mezzo al campo, poi, c’è un Bellingham dominante e nessuno, se non con le cattive, riesce ad addomesticarlo. Al 42’ abdica Kostic per infortunio, probabilmente muscolare nella zona del polpaccio, tocca a Mladenovic. Nel complesso non è un primo tempo di grandi occasioni, ma sicuramente l’Inghilterra merita il vantaggio e sostanzialmente Pickford ha dovuto giocare il pallone solo di piede: i guantoni sono rimasti puliti. La ripresa si apre con un altro cambio nella Serbia con Ilic al posto di uno spentissimo Gudelj. Stojkovic prova a cambiare qualcosa e chiede un atteggiamento più aggressivo, che in parte arriva nei primi minuti del secondo tempo e la Serbia ha un paio di situazioni pericolose. E’ sicuramente una squadra diversa e anche il pubblico lo riconosce con un incitamento decisamente di tono superiore. L’Inghilterra, più a ritmo compassato, trova una conclusione da lontano di Alexander Arnold sventata dai pugni di Rajkovic, ma in generale non c’è la trama del primo tempo. I serbi hanno una grande occasione al 59’ con la fuga di Mladenovic a sinistra, poi centro per l’accorrente Mitrovic che è contrastato da dietro da Trippier che rischia il rigore. Per Orsato è tutto regolare. Stojkovic prova a dare maggior talento offensivo con Tadic e Jovic alla ricerca del pari e adesso davanti ci sono un trequarti e due punte. I leoni inglesi perdono qualche riferimento, senza disdegnare, nella difficoltà, le classiche spazzate di una volta, e la Serbia riprende sempre più coraggio anche se manca l’ultima giocata nei sedici metri conclusivi. Southgate sente la necessità di cambiare qualcosa e opta per Gallagher al posto di Alexander Arnold, reduce da 68 minuti non scintillanti ma comunque di sacrificio e volontà. L’Inghilterra, in ogni caso, non è pimpante come prima e sceglie un ultimo quarto di partita fatto di attenzione, pochi rischi e calcio concreto senza troppi fronzoli. La Serbia ha la possibilità di tentare il pari ma manca i il guizzo decisivo, la giocata risolutrice, l’invenzione che possa scardinare la retroguardia inglese che poggia su uno Stones irreprensibile e un ottimo Guehi in marcatura su Vlahovic. E Kane? Praticamente non si è visto tutta la partita, tranne che al 77’, quando su cross di Trippier sbuca la sua testa, ma Rajkovic ha un riflesso eccezionale e devia sulla traversa. L’occasione serba arriva invece all’82, nell’unica vera azione di Vlahovic da Vlahovic: l’attaccante della Juventus addomestica un buon pallone al limite e poi scarica il sinistro che Pickford devia in angolo. Fuori tutto per la Serbia negli ultimi minuti, ci prova anche Milinkovic Savic da fuori ma il destro è velleitario e a lato. Nei quattro minuti di recupero finali l’Inghilterra riesce a gestire bene possesso, risultato e tempo. Un paio di falli servono alla nazionale di Southgate a far trascorrere il cronometro, così i tre punti arrivano e consentono ai bianchi leoni di issarsi in vetta al Gruppo C dopo il pareggio tra Danimarca e Slovenia. Decide, come normale che fosse, fenomeno Bellingham.  

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