Gosens e la mancata convocazione: "Mi è crollato il mondo, mi ha aiutato lo psicologo"

L'esterno ex Inter e Atalanta ha parlato della mancata convocazione all'Europeo di casa, complice anche la brutta stagione disputata con la maglia dell'Union Berlino

di KEVIN BERTONI -
24 giugno 2024
Robin Gosens, esterno sinistro Union Berlino

Robin Gosens, esterno sinistro Union Berlino

Milano, 24 giugno 2024 – Una batosta dura da digerire. Robin Gosens ha parlato alla televisione tedesca ZDF della mancata convocazione a Euro 2024, definendola come una delle esperienze peggiori mai provate.

L'esterno ventinovenne in estate ha lasciato l'Inter per tornare in patria, precisamente all'Union Berlino. La stagione disputata del nativo di Emmerich am Rhein non si è rivelata all'altezza secondo il commissario tecnico Julian Nagelsmann: 30 partite, sei gol e 4 assist con il 30% di partecipazione alle reti della propria squadra che, anche grazie al suo contributo, si è salvata. Numeri non sufficienti a fargli avere una maglia con la Die Mannschaft. Per questo motivo, una volta appreso dell'esclusione dalla lista della Germania, Gosens "ha visto infrangersi il sogno di una vita" per usare le sue parole. "Non sapevo come affrontare la cosa – ha detto il calciatore a ZDF –. Non sapevo come uscire da quella situazione, dopo una stagione deludente. Non è stato facile vedere che non sarei stato parte dell'Europeo dopo che la mia famiglia si è trasferita con me dall'Italia in Germania proprio nell'ottica della mia partecipazione a questo evento. Ho dedicato tutto a questo sport e ho lavorato duramente ogni giorno solo per far parte dell'Europeo".

Ad aiutare Gosens in un momento non facile è stato uno psicologo. La scelta del laterale mancino di rivolgersi a uno specialista è arrivata dopo aver analizzato la cosa anche dal punto di vista psicologico, d'altronde Robin nella vita, oltre che calciatore, ha concluso ottimamente gli studi in questa materia e ha più volte confidato che vorrebbe aprire uno studio una volta terminata la carriera. Nel proseguo della lunga intervista ha, infatti, detto: "Qui non si tratta solo di non esserci, accettarlo ed andare avanti, perché mi è proprio crollato il mondo addosso. Per questo ho imparato che parlare con uno psicologo come sfogo aiuta molto. Non può essere che la psicologia continui ad avere uno status così basso nel calcio professionistico, ma nemmeno che continui ad avere uno status così basso nella società in generale."

In chiusura, ha voluto anche ricordare che non c’entra nulla l'ammontare di soldi che un calciatore affermato come lui guadagna ogni anno, perché la depressione va al di là di ogni cosa: "Questo mi disturba e mi rende molto triste. Soprattutto quando sento o leggo commenti in cui la depressione viene semplicemente ignorata: ‘Ragazzo, stai guadagnando milioni, come puoi essere depresso?’. Questo genere di commento mi fa venire voglia di vomitare. Solo perché guadagniamo soldi non significa che possiamo comprare la nostra salute con quei soldi. So di essere in una posizione incredibilmente privilegiata e probabilmente di guadagnare troppi soldi. Ma questo non mi rende meno umano".

L'auspicio è che Robin Gosens riesca a superare questo momento negativo e a rimettersi al meglio tanto mentalmente quanto fisicamente per la prossima stagione. Anche perché ormai pare molto vicino un suo ritorno in Italia, ma non a Bergamo e né a Milano, bensì al centro dell'Emilia: per giocare la Champions League con il Bologna. Ai rossoblù un giocatore della sua esperienza e tecnica farebbe più che comodo, sia per allungare le rotazioni sulla corsia mancina sia per avere un punto di riferimento su cui confidare quando si calcano palcoscenici importanti. L'auspicio è che arrivi sotto le due torri essendosi lasciato alle spalle la mancata convocazione, giocando sereno e tornando a dirigere le operazioni sull'out di sinistra così come fece ai tempi dell'Atalanta e il primo anno all'Inter. 

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