L'Italia non cade in Germania, il pareggio con l'Ucraina vale Euro 2024

L'analisi del pareggio per 0-0 che regala agli Azzurri la qualificazione ai prossimi Europei

di FILIPPO MONETTI -
21 novembre 2023
Barella e compagni festeggiano la qualificazione a Euro 2024
Barella e compagni festeggiano la qualificazione a Euro 2024

Leverkusen 21 novembre 2023 - È stato un calvario, un thriller dal primo all'ultimo minuto, ricco di colpi di scena e momenti da cuore in gola, ma alla fine gli Azzurri compiono la propria missione. L'Italia di Luciano Spalletti pareggia alla Bay Arena di Leverkusen per 0-0 contro l'Ucraina in una sfida al cardiopalma e strappa il pass per tornare in Germania la prossima estate a difendere il titolo di Campione d'Europa conquistato a Wembley nel 2021.

Un pareggio a reti bianchi molto bugiardo rispetto alla qualità del gioco espresso dalle due squadre in campo. La squadra italiana si impone per larghi tratti, grazie alla propria superiorità tecnica e tattica attaccando a più riprese gli avversari, senza però mai trovare lo spunto vincente. Dall'altra parte invece i gialloblu giocano un calcio orgoglioso, spinti da un ambiente caldissimo, che non ha mai fatto mancare il supporto alla squadra di casa, attualmente in "esilio" (se così si può definire), per la guerra tra Russia e Ucraina in corso da quasi due anni (19 mesi). Un ambiente stupendo per una sfida meravigliosa, a cui è letteralmente mancata solo la gioia del gol, da una parte e dall'altra.

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Il 4-3-3 schierato da Spalletti vede il tridente leggero composto da Chiesa, Raspadori e Zaniolo, con in particolare lo juventino a fare la differenza nella formazione azzurra. Dall'altra parte l'Ucraina cerca spazio in contropiede, affidandosi alle accelerate di Tsygankov e Mudryk per colpire sulle fasce, oppure cercando le sponde per il centravanti Dovbyk, protagonista dello stella Girona leader in Liga in questo avvio di stagione. 

Le chiavi di questo incontro sono la corsia di sinistra per l'Italia, spesso utilizzata per costruire l'uno contro uno di Chiesa, il maggior problema da contenere per la difesa ucraina. L'esterno della Juventus fa girare la testa a Konoplya e compagni, le sue accelerazioni, proprio come contro la Macedonia del Nord, sono inarrestabili e il suo dribbling secco salta sempre l'avversario. Le sue giocate permettono l'inserimento dei centrocampisti, e quando il numero 14 azzurro taglia verso il centro del campo, Frattesi diventa quasi una punta aggiunta. È in questo modo che l'Italia costruisce una delle sue più clamorose azioni da gol, con il taglio dell'interista premiato dal compagno, ma una volta a tu per tu con Trubin, si fa ipnotizzare dal portiere del Benfica, molto bravo a chiudere lo specchio della porta in uscita. Un'altra azione da gol clamorosa per l'Italia arriva ancora dalla sinistra: dribbling secco di Chiesa, che arriva in area di rigore sulla linea di fondo poi serve in area Raspadori, il quale, a Trubin battuto, manca di pochi centimetri l'appuntamento con il pallone.

Dall'altra parte Buongiorno ci mette qualche minuto a prendere le misure Dovbyk, ma dopo lo spavento iniziale in cui spende il giallo, dopo essere stato battuto nell'uno contro uno, il torinese sale di livello. Il suo lavoro è preziosissimo e insieme ad Acerbi costituisce una catena centrale rocciosa, che non concede all'attaccante del Girona mai spazio, anche quando riesce a ricevere palla in area di rigore. Il vero pericolo numero uno dell'Ucraina è però Mudryk. Le sue accelerazioni sono spaventose e Di Lorenzo fatica per lunghi tratti a contenerlo. L'attaccante del Chelsea però non riesce mai a trovare il guizzo decisivo per mettere seriamente in difficoltà Donnarumma.

Nella ripresa però cresce la paura in casa Italia. Gli Azzurri attaccano nei primi venti minuti della ripresa, con Scamacca però molto poco incisivo e quasi mai pronto a raccogliere i suggerimenti dei compagni, non è casuale che scateni a più riprese le ire di Spalletti. Con il passare dei minuti però gli ucraini, colti anche da una certa urgenza di dover vincere a tutti i costi, salgono di ritmo. Le avanzate avversarie si fanno sempre più consistenti. La miglior condizione fisica dell'Ucraina e la loro maggiore motivazione mette all'angolo l'Italia, la quale vacilla, abbassandosi fin dentro la propria area di rigore, ma salvo l'incomprensione tra Di Lorenzo e Donnarumma, che regala a Mudryk la chance del gol, poi parata dal portierone del Psg, la difesa azzurra respinge bene ogni assalto.

L'ultimo episodio di un match sempre a tensione altissima è il presunto rigore non fischiato da Gil Manzano al 93' di gioco. Zubkov scende dalla destra, con Dimarco che temporeggia fino a farlo entrare in area di rigore. Il passaggio verso il centro dell'area cerca Mudryk: Cristante buca l'intervento, anticipato dal tocco dell'ucraino, che poi cade a terra, chiamando a gran voce il penalty che potrebbe valere il pass per Euro 2024 per i gialloblu. Il direttore di gara non fischia un contatto che in presa diretta appare netto, ma il Var conferma la decisione di campo. Guardando i replay il contatto sembra meno netto di quanto apparso in presa diretta, con il giocatore ucraino che sembra quasi saltare prima ancora del contatto con l'azzurro. Un peccato che questo episodio possa offuscare con dubbi e polemiche una partita divertente, che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino al triplice fischio finale. L'Italia non cade a Leverkusen, strappa il pareggio contro l'Ucraina, ottiene il secondo posto nel Gruppo C e sarà in Germania la prossima estate per difendere il titolo di Campioni d'Europa.

Le statistiche dell'incontro

Dal punto di vista statistico, i dati rispecchiano chiaramente i 65 minuti di predominio azzurro in praticamente tutte le voci. I ragazzi di Luciano Spalletti detengono il possesso di palla per il 60% del tempo totale, completando 454 passaggi su 521 tentati (87% di precisione), mentre i gialloblu ne completano solo 301 su 369 totali (82% di precisione). L'Italia tira dieci volte in più rispetto all'Ucraina: 17 a 7, ma i padroni di casa sono molto più precisi rispetto agli azzurri, con 4 tiri nello specchio, che obbligano Donnarumma ad altrettante parate, contro i soli 2 dell'Italia. Per i Campioni d'Europa pesa però la qualità di queste occasioni. Chiesa e compagni infatti combinano per ben 1,73 xG, mentre Mudryk e i suoi non vanno oltre gli 0,33 xG. Un dato che testimonia tutto l'ottimo lavoro in costruzione dell'Italia, poi però poco precisa in fase puramente realizzativa.

Gli italiani sono meno fallosi (9 falli commessi contro 14) e collezionano più corner degli avversari (9 a 3), oltre ad essere più abili a recuperare palloni: sono infatti 46 i possessi strappati da parte degli Azzurri agli ucraina, mentre viceversa sono solo 39. In equilibrio invece il dato disciplinare con 1 cartellino giallo per parte sventolato da Gil Manzano prima verso Buongiorno (9' di gioco), poi a Konoplya (79' minuto di incontro). Tutti dati che mettono insieme come la squadra di Spalletti abbia ancora un ampio margine di miglioramento. Starà al ct insediatosi solo quest'estate capire come fare la differenza. L'appuntamento europeo è fissato per giugno e fino ad allora avrà ancora la possibilità di studiare tutte le possibili soluzioni, preparandosi a un girone che, con ogni probabilità, metterà l'Italia fin da subito contro un'altra candidata al successo finale. 

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