La nuova coppia viola e la sfida di domani. Belotti-Beltran, la B2. Noi ci fidiamo di loro. Al limite c’è il frigobar

Il mercato di gennaio del Torino non è stato brillante, ma l'arrivo di Belotti è una buona notizia. Ci sono tre ragioni per essere ottimisti: la voglia di riscatto del giocatore, l'obiettivo di tornare nella nazionale italiana e la statistica che dice che il quinto centravanti non può fallire. Nonostante la sconfitta contro il Lecce, la coppia Belotti-Beltran è intrigante. Il mercato ha avuto alcuni colpi mancati, ma i giochi sono ancora aperti. La proprietà del Torino è stata criticata per non voler spendere, ma si poteva fare meglio. Si spera che il momento buio sia alle spalle.

10 febbraio 2024
Belotti-Beltran, la B2. Noi ci fidiamo di loro. Al limite c’è il frigobar
Belotti-Beltran, la B2. Noi ci fidiamo di loro. Al limite c’è il frigobar

Momento delicato. Capita. Se ne può uscire. Certo, il mercato di gennaio non è stato un granchè, anche se l’arrivo di Belotti è stata la buona notizia che serviva per evitare che una piccola delusione diventasse un grande rimpianto. L’ex centravanti della Roma, ex bomber del Toro, può solo fare bene. Per almeno tre ragioni. La prima: avrà voglia di riscattarsi e di ritrovare i suoi numeri da attaccante vero. La seconda: per uno che ha vinto un Europeo l’idea di rientrare nel giro azzurro prima dei prossimi campionati continentali di sicuro avrà il suo peso. La terza: per la statistica se sbagli quattro centravanti il quinto non può fallire. Il che significa che è giusto essere ottimisti.

Certo, la sconfitta di Lecce ha fatto male a tutti. Difficile spiegare quei quattro minuti di assenza mentale. Stavano fissando il ristorante per andare a festeggiare la vittoria? Stavano controllando se il frigo era davvero pieno come dichiarato dai dirigenti dopo aver visto Nzola giocare esterno? Non lo sapremo mai. In ogni caso, visto che la partita è a ora di pranzo ci auguriamo che il frigo sia bello carico, e non solo quello. Di sicuro intriga la coppia Belotti-Beltran, una nuova B2 come ai tempi di Baggio e Borgonovo. Vietato fare paragoni, per ora è una questione di consonanti. Però possiamo tranquillamente ammettere che quelli del Lecce erano più motivati. Oltre alla classifica c’era un Corvino in cerca di rivincite. Che poi se la vecchia proprietà ti ha lasciato nello spogliatoio due come Chiesa e Vlahovic (da vendere) magari puoi anche ringraziare.

Ma forse non funziona così. E poi ognuno ha i suoi metodi. Che vanno rispettati, anche se suonano strani o quanto meno originali. E poi, tornando sul mercato, teniamo conto che i colpi del poi sono davvero da otto in pagella. Un’offerta per Gudmonsson ritenuta troppo bassa, una per Zaccagni respinta da Lotito, una per Carboni rispedita al mittente. Le intenzioni non erano male, ma due domande me le farei. Detto questo, avanti viola. Campionato, Coppa Italia e Conference: i giochi sono tutti aperti. E non a caso è rientrato sulla scena il presidente, come come ogni capo che si rispetti difende i suoi, perché pubblicamente è giusto fare così. E’ nei faccia a faccia tra padroni e menager che di solito si dicono certe cose.

E poi: c’è davvero chi dice che questa proprietà non vuole spendere, come ha dichiarato il capo, oppure c’è chi rispettosamente sostiene che si poteva spendere meglio? Sono due cose diverse, decisamente. Sulla seconda nessun dubbio, lo dicono i numeri. Ma oggi si gioca. A ora di pranzo sapremo se il momento buio è alle spalle. Sarebbe l’ora. Noi ci fidiamo della B2. Forza ragazzi. Male che vada c’è sempre il frigobar. Per dimenticare.

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