Inter, Boninsegna: "Thuram ha già fatto dimenticare Lukaku"

L’ex bomber nerazzurro: "Il belga doveva giocare di più nella finale di Champions, ma il francese è la vera sorpresa"

di MATTIA TODISCO
27 ottobre 2023
Thuram e Lautaro, nel tondo Boninsegna

Thuram e Lautaro, nel tondo Boninsegna

“Ottant’anni? Non è così una buona notizia", dice ridendo al telefono.

Il traguardo è vicino, per Roberto Boninsegna, che li compirà il 13 novembre. Cannoniere coi fiocchi, in nazionale e nell’Inter. Uno che in area aveva paura di nulla. Una volta andò a prendersi un pallone di testa in tuffo dove già c’era il "piedone" di un difensore e ovviamente vinse lui: palla in rete. Concreto, come pochi se ne sono visti. Specialista dei gol acrobatici, di potenza, ma un pragmatico, che ha mantenuto la voglia di andare dritto al punto anche fuori dal campo.

Si è quindi trovato fuori dal coro quando, qualche tempo fa, ha detto la sua sul caso Lukaku provando a immedesimarsi nell’attaccante, da bomber a bomber. Non ce ne sono stati molti che hanno tentato la stessa via. Dopo due addii all’Inter, uno annunciato a pochi giorni da una foto ufficiale abbracciato a Inzaghi per sancire la permanenza e il secondo lasciando senza risposta i compagni di spogliatoio e i dirigenti che lo cercavano per definire gli accordi, trovare qualcuno che lo difendesse era un’impresa.

Lei è tra i pochi che hanno provato a capire perché Lukaku ha deciso di lasciare l’Inter.

"Premetto che io sono interista e so che i tifosi nerazzurri lo aspettavano coi fischietti a San Siro ( ieri la Curva Nord ha annunciato che sono stati vietati, ndr). Però, a mio avviso, Lukaku avrebbe dovuto giocare di più rispetto a quanto successo nell’ultima finale di Champions League. Uno così deve esserci in un appuntamento così importante, deve uscire quando non ne può più. Invece è entrato nel secondo tempo e credo non abbia dovuto fare nemmeno la doccia...".

Secondo lei quella finale ha influito sugli eventi successivi?

"Non lo so, magari è stata anche una questione di soldi. A me, in ogni caso, è spiaciuto vederlo andare via perché la coppia con Lautaro mi piaceva".

Quella con Thuram e l’argentino sta facendo molto bene: magari con Lukaku all’Inter non si sarebbe vista.

"Sta sorprendendo in positivo. Sostituire Lukaku non è facile. Credo che in un certo senso Thuram stia facendo dimenticare il suo predecessore".

Si rivede in uno dei due, tra Thuram e Lautaro?

"Mi rivedo più in una punta di riferimento, che dà profondità, ma io rientravo fino a metà campo. Quindi più in Thuram, se devo scegliere tra i due. Anche perché Lautaro deve stare attento quando torna indietro, sennò fa dei danni come il rigore contro il Bologna (ride, ndr). L’attaccante deve stare fuori dalla propria area, altrimenti non è abituato a intervenire".

Passo indietro: a lei accadde di andare alla Juventus nello scambio con Anastasi.

"Ero al mare con mia moglie e ricevetti la telefonata dal presidente Fraizzoli che mi convocava il giorno dopo perché volevano darmi alla Juventus. Io dissi: Alla Juventus ci va lei. Però alla fine ho dovuto accettare perché c’era il vincolo, sennò probabilmente non lo avrei fatto".

Si ricorda come fu accolto al suo ritorno a San Siro?

"Credo di non aver mai giocato in tre anni da avversario a Milano, in realtà...".

Però i tifosi nerazzurri la ricordano ancora con grandissimo affetto.

"Ho fatto 173 gol con la maglia dell’Inter. Per cui veda lei...".

Continua a leggere tutte le notizie di sport su