Chiesa illude la Signora. La Juve scopre i suoi limiti. Allegri, la coperta è corta

Fede si procura e trasforma il rigore, ma il Genoa risponde nella ripresa. Stavolta il sorpasso non riesce: per lo scudetto servono interventi sul mercato.

di PAOLO FRANCI -
16 dicembre 2023
La Juve scopre i suoi limiti. Allegri, la coperta è corta
La Juve scopre i suoi limiti. Allegri, la coperta è corta

Niente notte da regina. No, stavolta no, perchè specchiarsi in una partita così opaca, molle, col pieno di confusione tattica e di idee pensando di poterla portare a casa, sarebbe stato perlomeno ingenuo. D’accordo il calcio essenziale, ma c’è una sottile linea a gestirne il criterio che stavolta la Juventus non è riuscita a superare. E ora, a meno che l’ex Sarri protagonista di uno scudetto juventino tra i meno amati della storia Juve non fermi l’Inter all’Olimpico, c’è il rischio di subire la mini-fuga dell’Inter che sul piano psicologico sarebbe una bella mazzata. Di sicuro la Juventus dovrà tornare sul mercato. Fuori Pogba e Fagioli, in mezzo al campo la coperta è fin troppo corta, nonostante gli alambicchi di Max dal punto di vista tattico. D’altra parte ci sono rincalzi che fin qui per diversi motivi hanno reso zero, come Weah. C’è la granda dei gol degli attaccanti che segnano col contagocce e la crisi perdurante di un Vlahovic in formato Ghost, fantasma. E c’è un’altra sentenza che arriva da Genova: fare a meno di Rabiot, bloccato da un acciacco, per questa Juve è un lusso impensabile di questi tempi.

E così un gran bel Genoa, aggressivo e coraggioso con un idea di calcio sempre affilata, si porta a casa un pari meritatissimo, accarezzando l’idea di poterla anche vincere, soprattutto nel secondo tempo quando la Juve ha prima accusato il pareggio e poi quei cambi di Allegri che oltre a non funzionare hanno anche minato il già precario equilibrio bianconero. Poi c’è il senso di Dusan per il rigore, lasciato a Chiesa dopo i due errori di fila, affresco perfetto della filosofia di questa Juve, nella quale l’interesse comune è l’unico mantra, anche se non può bastare quel rigore in una seratacosì grigia. Certo, c’è quel mani in area di Bani che il poco brillante Massa non vede, ma in ogni caso la Juve ha fatto poco o nulla per prendersi i tre punti. E il modo in cui ha subito gol con quel flipper in area dà l’idea di come siano andate le cose per una squadra che in area concede poco più dello zero.

Il post-Marassi nel duello con l’Inter, non sarà una salita impossibile. Anzi. La Juve andrà a Frosinone alla vigilia di Natale, poi la Roma in casa, la trasferta di Salerno, il fatal Sassuolo e, ancora, trasferta a Lecce e poi Empoli allo Stadium prima di Inter-Juve. L’Inter, invece, dopo esser passata per l’estro di un ex Juve non molto amato, Sarri, avrà calendario più o meno simile con Lecce, Genoa, Verona, Monza e Atalanta in casa. Poi arriveranno i match tosti: Firenze, scontro diretto con la Juve (il 4 febbraio). L’impressione è che si possa arrivare allo scontro diretto con una squadra a tiro dell’altra, a patto che la Juve vista a Marassi sparisca rapidamente dai radar di Allegri.

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