Fuoco incrociato sulla Juve: a processo anche per gli stipendi
Dopo la dolorosa eliminazione in Europa League, un’altra dura sfida extra campo. La Signora rischia un’ulteriore stangata, gli ex dirigenti accusati di mancata lealtà. Per la Procura federale irregolarità anche nei rapporti con agenti e altri club.

Fuoco incrociato sulla Juve: a processo anche per gli stipendi
di Paolo Grilli
Arrivati così, a nemmeno 24 ore dalla ferale uscita in semifinale in Europa League, i nuovi deferimenti per la Juve sono ancora più duri da incassare.
Niente patteggiamento per la manovra stipendi, quello cui puntava il club: saltato l’accordo, il procuratore federale Giuseppe Chiné ha accelerato e spiccato i provvedimenti che pongono sul già fosco orizzonte dei bianconeri un altro processo. Perché lunedì è già atteso quello bis delle plusvalenze presso la Corte Federale, dopo che il Collegio di Garanzia del Coni ha disposto che la penalizzazione iniziale di 15 punti fosse rimodulata, tenendo ora conto del ruolo non effettivo di quei ex dirigenti senza delega di firma inizialmente sanzionati.
Il club, su questo secondo fronte di giustizia sportiva, è stato deferito per responsabilità oggettiva in base all’art. 6, comma 1 e 2, del Codice di Giustizia Sportiva "per gli atti e comportamenti posti in essere dai propri dirigenti". Vengono chiamati in causa gli ex vertici del club, a partire dall’ex presidente Andrea Agnelli. Agli ex dirigenti – Pavel Nedved, Fabio Paratici, Federico Cherubini, Giovanni Manna, Paolo Morganti e Stefano Braghin – viene contestata la violazione dell’art. 4, comma 1 - relativo alla slealtà sportiva.
Sì, la procura federale contesta la medesima violazione ravvisata per le plusvalenze. La prima manovra stipendi su cui si è indagato riguarda la stagione 2019-20. Agnelli e Paratici avrebbero depositato presso la Lega Serie A gli accordi di riduzione di quattro mensilità (marzo, aprile, maggio e giugno 2020) di 21 calciatori e dell’allenatore Maurizio Sarri, omettendo di depositare gli accordi di integrazione ovvero di recupero di tre delle quattro mensilità rinunciate (aprile, maggio, giugno 2020) già conclusi con gli stessi calciatori e con l’allenatore, accordi depositati dopo il 30 giugno del 2020 e quindi con l’esercizio contabile già chiuso. Anche per la stagione 2020-2021 – e qui tra i deferiti c’è anche l’ex vicepresidente Pavel Nedved – sono quattro le mensilità nel mirino (marzo, aprile, maggio e giugno 2021), di 17 calciatori: stipendi ’sospesi’ da versare poi nelle stagioni che sarebbero venute, in base a scritture private. E solo Dybala e Ronaldo non se li sarebbero visti versare. Anche qui i depositi sarebbero avvenuti a esercizio contabile chiuso dopo il 30 giugno 2021 (tranne Arthur, che li incassò nel 2022-2023 come incentivo all’esodo).
Ma anche i rapporti con gli agenti sono per la procura federale materia di violazione del Codice da parte della Juve. Viene contestata a Agnelli, Paratici, Nedved, e inoltre a Federico Cherubini, Giovanni Manna, Paolo Morganti, e Stefano Braghin la mancata lealtà in trasferimenti, rinnovi e nuovi contratti tra il 2015 e il 2022. Il club avrebbe pagato agenti in assenza di una reale attività di intermediazione, o senza conferimento di mandato o con un mandato "fittizionon veritiero" ad altri procuratori. Gli agenti indagati a vario titolo sono Davide Lippi, Gabriele Giuffrida, Giorgio Parretti, Antonio Rebesco, Luca Ariatti, Silvio Pagliari, Giuseppe Galli, Michele Fioravanti, Luca Puccinelli, Tullio Tinti, Vincenzo Morabito e i movimenti finiti sotto la lente sono quelli di Spinazzola, Kaly, Chiellini, Hamza, Francofonte, Marricchi, Cendrim, Petrelli, Zanimacchia, Brunori, Filippo Ranocchia, Olivieri, Oliveira, De Oliveira e Portanova.
Paratici e Gabasio (ex capo dell’ufficio legale bianconero) sono infine deferiti per il terzo ’sotto filone’, quello delle partnership con gli altri club, e sempre con la contestazione della mancata lealtà. Avrebbero "sottoscritto o comunque pattuito con Sampdoria, Atalanta, Sassuolo, Udinese, Bologna e Cagliari accordi confidenziali aventi ad oggetto operazioni di mercato relative ad acquisto, cessione e riscatto di calciatori, senza provvedere al deposito della relativa modulistica federale presso la Lega di Serie A eo provvedendo a depositare modulistica federale recante pattuizioni in tutto o in parte diverse da quelle effettivamente concluse".
Con una probabile stangata appena più soft del -15 alle porte, con questo nuovo processo sportivo da fronteggiare, la Juve vede ora quasi esclusivamente giocarsi fuori dal campo le sfide per darsi un futuro. Per la manovra stipendi, è difficilissimo che tutto si chiuda entro il 30 giugno considerando i possibili ricorsi. E gli effetti di una possibile sanzione, al netto di quelle che influirebbero direttamente su quella in corso, si riverberebbero sulla classifica della prossima stagione. La Procura federale potrebbe pensare di giungere a chiudere i due gradi di giudizio (Tribunale federale e Corte d’Appello) congelando a quel punto la classifica alla stagione in corso. Ma poi può entrare in gioco anche la Uefa, con la sua facoltà di escludere comunque dalle prossime Coppe la Signora. Uno scenario rispetto al quale anche la sconfitta di Siviglia, tutto sommato, non appare poi così amara.
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