La vera Juve oltre l’incubo. Milik riporta il sorriso. E’ corto muso alla Max

Avvio incerto dei bianconeri e dagli spalti dello Stadium piovono fischi. Il bomber di scorta decide la partita nella ripresa, anche la difesa si ritrova .

di PAOLO GRILLI -
27 settembre 2023
Milik riporta il sorriso. E’ corto muso alla Max

Milik riporta il sorriso. E’ corto muso alla Max

Allegri ha ragione: questa è una Juve ancora inesperta. Ecco perché, per battere il Lecce, si è affidato anche a Milik, match winner con anagrafe e curriculum da bomber consumato. Un acuto del polacco, fino al 57’ ben sotto il livello della sufficienza, basta per riportare il sorriso ai bianconeri dopo l’incubo del Mapei.

Dieci minuti di Juve decente in avvio: non frizzante, ma insomma, reattiva, con quella maglia che risveglia un po’ di spirito All Blacks. Poi ricade in un timoroso torpore e con questo arrivano anche i fischi dello Stadium prima della rete liberatoria a inizio ripresa. L’anticipo dell’infrasettimanale restituisce una Signora non proprio da festa, ma il ritorno sui binari della vittoria è quello che ci si aspettava per fare ripartire le ambizioni.

Il Lecce dimostra in ogni caso come si può arrivare a livelli molto alti senza salti mortali, voli pindarici, spese esorbitanti. I salentini comandano a lungo grazie a spaziature magistrali, e anche se faticano molto a presentarsi davanti a Szczesny – nel primo tempo addirittura nessun tiro all’attivo – di fatto inibiscono gran parte delle iniziative dei bianconeri. Si segnala solo il quasi gol di Chiesa, di sinistro, al 27’. Fede ha un’altra energia rispetto ai compagni, freme per la giocata dal primo all’ultimo secondo di gara. Max punta su di lui, lasciando Vlahovic inizialmente in panchina, ed è stata un’altra mossa azzeccata. Tutt’intorno al numero 7, non molto altro: un Fagioli sempre saggio negli inserimenti, McKennie che si danna l’anima per sfondare sulla fascia. Ma anche un centrocampo spesso fuori tempo, con Locatelli costretto a rattoppare e Rabiot con l’acceleratore fuori uso. Nell’azione del gol anche McKennie e Rabiot: irriconoscibili contro il Sassuolo, si prendono la loro piccola rivincita. Al di là di tutto, la Signora deve gioire anche per aver ritrovato in tre giorni una difesa degna del suo blasone. Lo Stadium applaude Gatti al suo ingresso in campo nella ripresa. Affetto subito recuperato, il perdono era scontato. Sì, forse quello di Reggio Emilia è stato un black out: di quelli che sembrano impedirti tutto, ma che poi passano.

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