Dopo il ko a Bergamo, Milan subito al lavoro in vista del Newcastle

Dopo due vittorie consecutive in campionato la squadra è ricaduta nei soliti errori e ora si trova già quasi fuori dalla corsa per il titolo e con l'Europa appesa a un filo

di ILARIA CHECCHI -
10 dicembre 2023
Un momento del match con l'Atalanta
Un momento del match con l'Atalanta

Bergamo, 9 dicembre 2023 – Il day after l’amarissima sconfitta del Gewiss Stadium dev’essere all’insegna delle riflessioni ma anche della praticità, perché tra tre giorni il Diavolo si gioca gran parte della stagione a Newcastle. Un bene, anche secondo Florenzi, tornare subito in campo a lavorare: per sperare di qualificarsi agli ottavi di Champions i rossoneri dovranno battere gli inglesi e sperare in una sconfitta del Psg a Dortmund.

Oggi la squadra sarà a Milanello e lo stesso Pioli ha annunciato che sarà una giornata importante per capire se Rafa Leao potrà recuperare o meno per la trasferta: "Ha fatto un buonissimo allenamento. Oggi faremo una partita apposita per lui a tutto campo. Se la situazione sarà buona giocherà”. Per la sfida decisiva contro i Magpies, inoltre, il Milan sarà in piena emergenza difensiva: con Simic fuori lista e il reparto quasi azzerato, toccherà ancora a Theo Hernandez giocare da centrale in coppia con Tomori, sperando in una prestazione migliore da parte dei due difensori finiti con il resto del reparto sul banco degli imputati dopo la sconfitta di ieri sera.

Disattenzioni ed errori

Tra campionato e Champions League il Milan ha incassato 13 dei 25 gol complessivi presi in 20 partite nell’ultima mezz’ora di gioco, segnale che la concentrazione e la lucidità del gruppo vacillano non poco: un dato che, unito alle tante defezioni in rosa, non basta però a giustificare l’attuale situazione del Diavolo che a quasi metà dicembre si trova lontano 9 punti dalla vetta di serie A, ha già perso lo stesso numero di partite che aveva perso l'anno dello Scudetto, ed è con un piede e mezzo fuori dalla Champions (e nel caso peggiore dall’Europa).

Le responsabilità di Pioli, che lui si prende senza battere ciglio ("Sono l’allenatore del Milan e le aspettative sono molto alte: i risultati di questo momento non corrispondono agli obiettivi, non posso far altro che concentrarmi sul lavoro e dare indicazioni migliori ai miei giocatori. Solo questo posso fare”) sono da ricercare anche in un’idea tattica poco chiara: tanti giocatori sembravano non saper dove stare in campo, vedi Loftus-Cheek, tanti avevano troppa libertà di spaziare mentre la retroguardia ha dimostrato nuovamente lacune importanti e momenti di totale blackout (il primo gol dell’Atalanta preso su rimessa laterale ne è l’esempio lampante, con la difesa posizionata male). Che sia 4-3-3 o 4-2-3-1 la sensazione è che il gioco ben identificabile del Milan del passato non sia più il marchio di fabbrica della squadra, che sembra aver perso la sua identità.

Stagione

Il campionato è solo alla quindicesima giornata ma l'Inter è a +9 dai cugini e la Juventus a +7, un gap importante soprattutto se la squadra non riuscirà a uscire dalla crisi in cui è caduta da metà ottobre: mercoledì notte, se la trasferta a Newcastle dovesse fallire, il Milan rischia di ritrovarsi con la sola Coppa Italia come obiettivo ancora raggiungibile, con la seconda stella ormai chimera e la Champions (con il tesoretto economico annesso) sfumata.

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