Champions League, Calzona: "C'è tanta delusione. Abbiamo concesso troppo all'inizio"

"Contatto Cubarsì-Osimhen? Per me era rigore netto"

di MATTEO AIROLDI -
12 marzo 2024
Il mister del Napoli Francesco Calzona (Ansa)

epa11215176 SSC Napoli's head coach Francesco Calzona reacts during a press conference on the eve of the UEFA Champions League round of 16 second leg soccer match between Barcelona and Napoli, at Montjuic Olympic stadium, Barcelona, Catalonia, Spain, 11 March 2024. EPA/Alejandro Garcia

Barcellona (Spagna), 12 marzo 2024 – Finisce agli ottavi di finale la corsa in Champions League del Napoli. Dopo l’1-1 del Maradona, infatti, gli azzurri perdono 3-1 nel match di ritorno in terra spagnola e vengono eliminati dal Barcellona, dicendo di fatto addio anche alla possibilità di partecipare al Mondiale per club del 2025. A dispetto del passivo finale, però, gli azzurri sono usciti dal terreno dello Stadio Luis Companys a testa altissima e pagando a carissimo prezzo un avvio shock: il Napoli è infatti partito con un po’ di superficialità e tra il 15’ e il 17’ ha incassato un pesantissimo uno-due, subendo i gol di Fermin e dell’ex Inter e Juve Cancelo, lesto a ribadire in rete la conclusione di Raphinha inizialmente respinta dal palo. Sotto 2-0, gli uomini di Calzona hanno avuto la forza di reagire e hanno accorciato le distanze con Rrahmani alla mezz’ora per poi arrivare a un passo dal pari pochi istanti più tardi con Di Lorenzo. Dopo l’intervallo gli azzurri hanno quindi continuato ad attaccare alla ricerca del gol, sfiorato da Lindstrom all’80, ma poi hanno subito la doccia gelata del 3-1, siglato da Lewandowski all’83’. Pur sotto 3-1, però, il Napoli non si è arreso e ha cercato nuovamente di riaprire i giochi colpendo la traversa con Olivera e sfiorando il 3-2 anche con Kvaratskhelia. Forte, quindi, la delusione in casa azzurra, come ammesso anche da mister Francesco Calzona – al primo ko da quando è sulla panchina del Napoli – ai microfoni di Canale 5: “È chiaro che ci sia tanta delusione perché siamo venuti qui con l’intento di vincere la partita, ma non ci siamo riusciti. Siamo partiti malissimo, abbiamo perso molti palloni e concedere molte ripartenze al Barcellona fa diventare tutto più difficile alla lunga”. Anche al Maradona l’approccio era stato un po’ soft ma le condizioni erano differenti: “All’andata era tutta un’altra partita – prosegue Calzona. Era difficile organizzare qualcosa. Questa volta è stata diversa perché, al netto della forza del Barcellona, abbiamo concesso un’infinità di ripartenze e all’inizio abbiamo rischiato moltissimo. Dopo siamo riusciti ad aggiustare qualcosa ma eravamo già sotto 2-0 e la partita iniziava ad essere difficile da recuperare”. Non sono poi mancati anche gli episodi da moviola, come il contatto in area tra Cubarsì e Osimhen. Un contatto da rigore secondo Calzona: “Vedendo le immagini, anche a me sembra calcio di rigore. Non riesco a capire come mai il VAR, a questi livelli, non intervenga in una situazione del genere, anche perché c’è tutto il tempo per farlo. È chiaro che a me sembra rigore, ma abbiamo avuto anche tutto il tempo per pareggiare e abbiamo fallito una grande occasione con Lindstrom. Nel finale cambiando modulo abbiamo perso un po’ le distanze. Ho cercato di mettere dentro qualche attaccante in più, ma questa squadra ha bisogno di certezze, non è ancora in grado di reggere un cambio di modulo perché non abbiamo avuto il tempo sufficiente per lavorare su alcune situazioni. Con l’occasione di Lindstrom avremmo potuto aggiustare la situazione. Ormai è andata così. Tornando all’episodio, ribadisco, mi dispiace perché mi sembra rigore netto”.

 

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