La moviola. Pesa il mancato rosso di Praszelik

Nel match tra Cosenza e Pisa si sono verificati numerosi episodi controversi, tra cui un'espulsione e un rigore revocato. L'arbitro ha preso decisioni discutibili, suscitando polemiche.

4 febbraio 2024
Pesa il mancato rosso di Praszelik
Pesa il mancato rosso di Praszelik

Sono tanti, tantissimi, gli eventi valevoli di moviola accaduti in Cosenza-Pisa. Una partita, quella del "San Vito – Gigi Marulla", senza eventi degni di nota fino al quarantatreesimo minuto, quando il direttore di gara Bonacina ha sventolato in faccia a Calabresi il secondo cartellino giallo. Ineccepibile l’espulsione, figlia di un intervento in anticipo ma con il piede a martello ai danni di Florenzi. Le polemiche, da parte del Pisa e soprattutto di Aquilani (che a fine partita sarà espulso) si sono scatenate appena due minuti dopo, con Praszelik, già ammonito, graziato dall’arbitro dopo un fallo su Marin che ha interrotto una ripartenza. L’impressione è che il fallo fosse meritevole della seconda sanzione tanto quanto quella ricevuta dal numero 33 nerazzurro, e la scelta di Caserta di sostituire il giocatore all’intervallo è apparsa come un’ammissione del fatto anche da parte degli avversari. È però nel secondo tempo che si sono verificati i maggiori episodi. Su tutti, il rigore prima assegnato, poi revocato dopo revisione al var da parte di Bonacina sul tocco di mano di Gyamfi in seguito alla sterzata di Barbieri in area. Seppur il tocco sia stato evidente, la scelta da parte dell’arbitro richiamato da Irrati, di non confermare il calcio di rigore, è corretta. Secondo il regolamento, infatti, in quelle circostanze il tiro dagli undici metri è assegnabile quando le braccia sono posizionate in modo innaturale, senza conseguenza di movimento del corpo. Influente il fatto che al momento della sterzata di Barbieri l’avversario era già in scivolata, quindi impossibilitato a togliere il braccio. Quindi, per una mera questione "burocratica", è corretta la scelta. Viceversa, sono maggiori i dubbi riguardo la mancata concessione del calcio di rigore per il Cosenza in virtù del contatto tra Touré e Frabotta. Il calciatore del Pisa colpisce l’avversario arrivando da dietro. Nasce invece da un evidente errore della squadra arbitrale il gol di Cosenza. L’azione che porta alla rete di Tutino è scaturita da una punizione assegnata ai calabresi per un presunto fallo di Valoti su Gyamfi. Come facilmente visibile, il numero 27 nerazzurro entra in scivolata prendendo nettamente il pallone, e sullo slancio viene colpito dall’avversario. Un intervento per il quale entrambi i giocatori sono stati costretto al cambio pochi minuti dopo.

Lorenzo Vero

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