Tonfo a Catanzaro, Pisa in piena crisi. Col "benino" non si fanno punti in Serie B

Qualche spunto interessante, poi i soliti errori: la classifica non aspetta più. E ora una domanda: come si intende cambiare rotta?

di SAVERIO BARGAGNA -
10 dicembre 2023
Tonfo a Catanzaro, Pisa in piena crisi. Col "benino" non si fanno punti in Serie B
Tonfo a Catanzaro, Pisa in piena crisi. Col "benino" non si fanno punti in Serie B

"Bellino", "ammodino", "sfortunatino" e poi però segna Ambrosino: il problema non è neppure se giochi quasi "benino". Il guaio più grande è che quello che il Pisa sta facendo non basta: non è sufficiente per fare punti in Cadetteria e ciò è davvero preoccupante. C’è poco altro da dire, purtroppo, dopo sedici giornate in cui rischiamo di ripetere più o meno le stesse cose. Il salto di qualità promesso e atteso non è arrivato e la classifica lo dimostra impietosa con un segnale luminoso che lampeggia +2 sulla zona playout. Un margine difficile da accettare alla luce delle premesse estive e degli investimenti effettuati in sede di mercato. Colpa di Aquilani? Certamente, ma non solo. C’è un malessere generale che si esplicita nelle prove sconfortanti di alcuni singoli ormai involuti o, addirittura, mai pervenuti. Qualche esempio, giusto per farsi capire: Moreo è un giocatore diverso da quello ammirato in altre piazze; Mlakar, dopo qualche lampo, è tornato nel suo anonimato e perfino chi era partito bene o benissimo come Lisandru Tramoni adesso vive un momento di stanca. Beruatto irriconoscibile. Veloso e Barberis sono fuori dai radar. Idem Nagy. Di Vignato non si ricorda uno squillo. Arena è tornato dopo settimane. E poiché sono le prove dei singoli a costruire una prestazione di squadra, il risultato non può essere buono. Così a Catanzaro il Pisa esce con in mano un pugno di mosche: poca personalità, manovra lenta e stessi errori di sempre.

Ci risiamo, ad esempio, con la solita rete maturata in velocità con cross dal nostro lato sinistro e consueto tap-in. La dinamica del primo gol calabrese è appena più complessa, ma alla fine il risultato è il medesimo. Stavolta la rete – all’ottavo minuto del secondo tempo – è firmata da Ambrosino. Il Pisa prova a reagire e va anche vicino al gol, ma presta il fianco al contropiede che si materializza in una sfortunata autorete di Marin. E’ la fine del match.

Una vittoria in sette partite (tre sconfitte, tre pareggi), terzo peggior attacco del girone, tredicesima posizione in graduatoria. A questo punto viene da chiedersi: cosa fare per cambiare la situazione? Può davvero bastare il mercato invernale? E’ questa la soluzione ai problemi? Quel che è certo è che il Pisa sarà costretto sabato prossimo ad una nuova difficile trasferta contro il Palermo. Poi Ascoli e Ternana completano il quadro prima della fine del 2023: due sfide per la salvezza. Servirà meno "estetica" o più grinta, altrimenti questo dicembre sarà amarissimo.

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