Ballardini, primo mese... alla Dionisi. Gli stessi risultati, ma senza Berardi

Giro di boa per l’allenatore del Sassuolo. La media per ora è identica, un punto a gara. Oggi però non basta

3 aprile 2024
Ballardini, primo mese... alla Dionisi. Gli stessi risultati, ma senza Berardi

Ballardini, primo mese... alla Dionisi. Gli stessi risultati, ma senza Berardi

di Stefano Fogliani

SASSUOLO

Quattro gare, quattro punti, a restituire il Sassuolo alla media di un punto a partita che, se tenuta da inizio stagione, avrebbe portato i neroverdi alla salvezza, e anche con il dovuto anticipo. Siccome tuttavia il Sassuolo, prima di Ballardini, marciava più lento (20 punti in 26 gare), da qui in avanti il punto a gara non basta più e a Davide Ballardini si chiede di dare ai neroverdi quel cambio di passo in grado di portarli al traguardo.

Riusciranno i nostri eroi? Presto per saperlo, ma quello che si può fare, in attesa della trasferta di Salerno, cruciale ma non decisiva sulla carta, in realtà già decisiva, è provare a fare un primo bilancio della transizione che ha visto il tecnico ravennate celebrare proprio contro l’Udinese il suo primo mese sulla panchina neroverde. La scossa ai suoi, il ‘Balla’ l’ha data, e lo si è visto dal piglio con il quale la squadra è andata in campo, a prescindere dai risultati, nel corso delle gare più recenti, oltre che da scelte che hanno premiato giocatori – Racic su tutti, ma anche Obiang ‘ripescato’ a Roma nell’undici iniziale, l’Henrique reinventato sulla trequarti e più vicino a Pinamonti – anche da una compattezza tra i reparti che hanno reso il Sassuolo più quadrato, ma non necessariamente più efficace di quello di Dionisi. Già: perché il Sassuolo di Ballardini, contro i quattro avversari affrontati sotto la gestione del tecnico ravennate, ha fatto gli stessi punti di quello di Dionisi – quattro, appunto – e se sono cambiati radicalmente i dati dei gol subiti e realizzati (9 e 8 con Dionisi, 3 e 2 con Ballardini) non è cambiato il ritmo dell’incedere, ancora incerto, di un Sassuolo più quadrato dal punto di vista difensivo (2,25 gol subiti a gara con Dionisi, 0,75 con Ballardini) ma decisamente meno brillante dal punto di vista offensivo. E, inevitabilmente, vittima di quegli squilibri non ancora (del tutto) corretti.

Il Sassuolo di Dionisi segnava 2 gol a gara, quello di Ballardini mezzo: è qui che deve lavorare il ‘sergente’ di Ravenna, anche perché Dionisi ha potuto comunque disporre un certo Domenico Berardi (4 gol su 8 tra Verona, Udinese, Frosinone e Roma) mentre Ballardini Berardi non l’ha, di fatto, mai avuto, né lo avrà. E gli tocca quindi inventarsi altro, che non il ‘colpo’ del fuoriclasse, per cercare l’accelerazione – ovvero passare da 1 punto a gara all’1,5 che varrebbe con tutta probabilità la salvezza – che toglierebbe (toglierà) i neroverdi dai guai. La domanda quella era e quella resta (riusciranno i nostri eroi?) con il Sassuolo che penultimo era quando è arrivato Ballardini e penultimo è. Ma, dettaglio non da poco, con il ‘Balla’ ha vinto anche senza Berardi – contro il Frosinone – mentre il Sassuolo di Dionisi, senza Berardi, ha fatto un punto in nove partite. E, altro dettaglio, ha ‘ricucito’ qualcosina rispetto alla linea salvezza: il penultimo posto di Dionisi, un mese fa, valeva un -3, quello di oggi vale un -1. Ricucibile, a patto di non sbagliare più nulla o quasi.

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