L’analisi. Una B sulle montagne russe e non si vedono prove di fuga

Il campionato di Serie B si presenta equilibrato e imprevedibile, con nessuna squadra a punteggio pieno. Il Sassuolo si distingue per la continuità, senza picchi esaltanti o crolli avvilenti. La lotta per la promozione si preannuncia serrata.

19 settembre 2024
Una B sulle montagne russe e  non si vedono prove di fuga

Il campionato di Serie B si presenta equilibrato e imprevedibile, con nessuna squadra a punteggio pieno. Il Sassuolo si distingue per la continuità, senza picchi esaltanti o crolli avvilenti. La lotta per la promozione si preannuncia serrata.

SASSUOLO

Nessuna squadra a punteggio pieno, appena due ancora imbattute (Pisa e Spezia) e una fuga solo apparente, quella dei nerazzurri: le prime cinque giornate del campionato di Serie B stanno anticipando al Sassuolo, con ogni probabilità, quello che sarà il canovaccio dell’intera stagione. Quale? Un sostanziale equilibrio, in un torneo nel quale davvero rischiano di bastare tre partite con ottimi risultati, o viceversa con risultati pessimi, per scalare o scendere diverse posizioni in classifica, senza che tuttavia ciò pregiudichi l’esito finale. Un po’ come accaduto nella scorsa stagione, si tratta di un ragionamento che varrà almeno sino a primavera, ma che per quanto riguarda la zona playoff durerà sino alla fine del campionato: a meno che non esca una vera e propria lepre, che al momento è impossibile da pronosticare, la classifica potrebbe restare per diversi mesi cortissima per almeno una dozzina di posizioni. Gare come quella che ha visto la Cremonese, reduce dall’eccellente vittoria al Mapei, perdere in casa con il Palermo, o l’ambiguità di un Brescia che, a fronte di tre vittorie, ha perso due gare contro avversarie teoricamente inferiori, esemplificano il concetto di un campionato magari non indecifrabile, perché i valori si cominciano a intuire, ma sicuramente abbastanza impronosticabile, come per il momento dimostra la presenza sul fondo di una Sampdoria che non rimarrà lì troppo a lungo. Come si vince la B, allora? A patto di non infilare una rilevante serie di vittorie consecutive capaci di alimentare il morale e proiettare il proprio peso sugli avversari, la chiave di volta deve essere la continuità, e in questo senso l’assenza di picchi esaltanti e crolli avvilenti – perché, al netto della rumba ballata da Johnsen e Nasti a Reggio, anche contro la Cremonese non tutto è stato da buttare – è ciò che per ora ha messo in mostra il Sassuolo, che non si è mai mostrato davanti né si è particolarmente allontanato dal mischione della zona medio-alta, e ha appena un punto in meno rispetto, per dire, allo Spezia imbattuto. Questo a significare che, attualmente, il campionato ha detto poco, ed è normale, ma lascia vedere, in filigrana, una tendenza: non sarà, insomma, come la B vinta dal Sassuolo 12 anni fa, dopo una fuga a 3 che addirittura mise a rischio la disputa dei playoff.

Lorenzo Longhi

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