Thorstvedt, è la stagione della consacrazione: "Crediamo nella salvezza e daremo tutto"

Il norvegese festeggia il 25esimo compleanno dopo aver deciso la gara chiave col Frosinone: "Ballardini ha portato grande energia"

di STEFANO FOGLIANI -
14 marzo 2024
Thorstvedt, è la stagione della consacrazione: "Crediamo nella salvezza e daremo tutto"

Kristian Thorstvedt, classe ’99, in una foto scattata ieri al Mapei Center L’ex Genk è una delle pedine fondamentali anche nel Sassuolo di Ballardini

Alla causa, fin qua, Kristian Thorstvedt ha sacrificato due denti, ma anche quei 5 gol realizzati in 25 presenze (come gli anni, compiuti peraltro proprio ieri) che ne hanno fatto un ‘indispensabile’. I denti li perse a Cagliari, colpito da una gomitata – impunita – di Sulemana dentro un match-paradigma della stagione neroverde, vinto fino al 92’ e invece perso. I gol, invece, li ha sparsi dentro la stagione. "E mi ricordo più volentieri di quelli che dell’incidente che mi ruppe i denti", dice il centrocampista norvegese, che la prima rete stagionale (ininfluente) la segnò al Torino e con l’ultima, al Frosinone, ha riacceso le speranze-salvezza del Sassuolo. "Un gol importantissimo che ci ha dato una vittoria altrettanto importante: arrivavamo da un momento difficile e ci siamo rialzati. Credo che quella gara possa essere un‘restarting’, ovvero un altro punto di partenza"

Dopo quella partita ti chiesero se vedevi la salvezza più vicina e hai risposto sì….

"Ci credo io come ci crede tutto il gruppo. Abbiamo grandi qualità e se riusciremo a metterle in campo, combinandole alla determinazione, sono certo che raggiungeremo il risultato".

Domenica, però, c’è la Roma… "Avversario molto forte. Dovremo giocarci le nostre carte, affrontandolo credendo in noi. Non tutti si aspettano che possiamo fare risultato: proveremo a sorprendere".

Thorstvedt, tuttavia, non ci sarà causa squalifica: ti mancherà di più non giocare in un grande stadio o mancherai più tu al Sassuolo?

"Mancherà più a me la partita, anche perché vorrei sempre dare una mano al gruppo e perchè il valore dell’avversario e la cornice rendono match del genere genere molto stimolati. Il Sassuolo ha un organico forte, i miei compagni di squadra hanno valori importanti e la mia assenza sarà rimpiazzata a dovere".

Difficile, però, sostituirti: da novembre sempre in campo, 5 gol. Soddisfatto della stagione, a livello personale?

"A livello personale sono contento, ma non lo sono di quanto stiamo facendo a livello di squadra. Possiamo e dobbiamo fare di più, anche per toglierci da una situazione di classifica che ci impone di reagire"

Sette squadre in tre punti. Essere così in tanti a lottare, ed essere così vicini è un vantaggio o uno svantaggio?

"La vedo come una cosa positiva: i punti valgono tanto, in questo momento, e il fatto di poter fare la corsa su più squadre credo rappresenti un vantaggio". La concorrente più pericolosa?

"Il Sassuolo, senza dubbio. Ma per le altre squadre in lizza".

Cosa non ha funzionato in questa squadra che lotta per la salvezza ma sembrava costruita per altri obiettivi?

"Non credo sia stato un solo fattore ad incidere sulla nostra stagione. Penso alle tante assenze e ai tanti infortuni, ma anche a tanti episodi complici i quali ci siamo fatti sfuggire di mano partite che potevamo vincere o pareggiare. Ma voltarsi indietro non serve, se non per correggere gli errori commessi: adesso si tratta di lavorare duro e dare tutto da qui alla fine".

L’arrivo di Davide Ballardini cosa ha aggiunto?

"Ha portato grande energia: sappiamo che tipo di finale di stagione ci aspetta e siamo pronti ad affrontarlo facendo tesoro anche dei suoi insegnamenti. Da questo punto di vista un cambio di atteggiamento in campo, da parte nostra, si è già notato e adesso si tratta di tradurlo in risultati, rimanendo uniti. L’infortunio a Berardi, tra l’altro, ci ha tolto un giocatore determinante: ognuno di noi dovrà dare di più per ovviare alla sua assenza".

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