Stop al Decreto Crescita, Marotta: "Il nostro calcio subirà un danno irrimediabile"

Le parole a Sky Sport dell'amministratore delegato nerazzurro: "L’abolizione di questa agevolazione fiscale del decreto crescita rappresenta un autogol per il mondo del calcio e per l’economia del paese"

di FRANCESCO BOCCHINI -
29 dicembre 2023
Beppe Marotta

Beppe Marotta

Milano, 29 dicembre 2023 - La notizia della scelta da parte del Governo di non concedere la proroga nell’ambito del decreto Milleproroghe del Decreto Crescita non ha di certo lasciato impassibili i protagonisti del mondo del calcio, in particolare chi opera sul mercato, come Beppe Marotta, assolutamente contrario a questa decisione. "Nel momento in cui il calcio italiano sta risalendo il ranking europeo, nel momento in cui tre squadre italiane hanno partecipato da finaliste alle tre più importanti competizioni europee, nel momento in cui due club italiani parteciperanno al mondiale per club, l’abolizione di questa agevolazione fiscale del decreto crescita rappresenta un autogol per il mondo del calcio e per l’economia del paese", è la posizione - espressa ai microfoni di Sky Sport - dell'amministratore delegato dell'Inter. 

"Cambiano le strategie"

"L’agevolazione fiscale rappresentava uno strumento per facilitare l’ingresso in Italia dei giocatori di chiaro interesse, questo assolutamente oggi rappresenta invece un handicap, di conseguenza ci sarà un impoverimento dal punto di vista della qualità del prodotto che il calcio genera, ma non solo direttamente ma anche per l’indotto che riesce a produrre". Con club - quelli di Serie A - senza più sconti fiscali che consentivano di avere vantaggi importanti nell’acquisto di atleti stranieri, toccherà, secondo Marotta, far ricorso all'inventiva per provare a non perdere eccessivo terreno rispetto alle potenze straniere. "Bisognerà trovare accorgimenti, anche se non sarà facile. Sicuramente il danno prodotto sarà veramente irrimediabile, la competitività nostra nell’ambito europeo diminuirà e quindi ne risentirà anche il fenomeno domestico, perché chiaramente quando i grandi club sono in difficoltà anche i medi piccoli club non hanno assolutamente vantaggi - il pensiero dell'ex Sampdoria e Juventus - Se cambieranno le strategie delle società? In linea di massima sì, perché chiaramente questo era uno strumento che facilitava l’ingresso in Italia di giocatori forti che potevano aumentare il livello qualitativo del calcio, è chiaro che la strategia sarà cambiata e si dovranno trovare dei rimedi". 

Quali risvolti per i calciatori italiani?

A chi pensa che lo stop al Decreto Crescita possa rappresentare un'agevolazione per i calciatori italiani e di conseguenza per la Nazionale, Marotta risponde in maniera netta. "Assolutamente no, il prodotto italiano non era certamente condizionato da questa agevolazione fiscale che favoriva l’ingresso di giocatori stranieri. Anzi - conclude il dirigente della Beneamata - il fatto di avere giocatori di qualità permetteva ai nostri giovani di crescere in un contesto sicuramente di grande spessore e quindi assolutamente credo che il Made in Italy rappresentato dalle nazionali non troverà alcun tipo di vantaggio da questa abolizione". 

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