Problemi in tutti i reparti. E’ una Spal che annaspa e che si affida al mercato. Servono almeno 4 rinforzi

Un portiere, un regista e un centravanti, più un altro centrocampista di passo

27 novembre 2023
E’ una Spal che annaspa e che si affida al mercato. Servono almeno 4 rinforzi
E’ una Spal che annaspa e che si affida al mercato. Servono almeno 4 rinforzi

La Spal che doveva essere "protagonista" del campionato e "comandare" le partite continua ad annaspare in fondo alla classifica, e anzi, ci sprofonda proprio, dal momento che le concorrenti in qua e in là ogni tanto una partita la vincono, e i biancazzurri mai. Con la sola attenuante del perdurare delle tante assenze in attacco, in virtù delle carenze emerse tra i pali, in una difesa bucherellona e in un centrocampo inconsistente, il bilancio numerico dell’era-Colucci è desolante. Si parla di 1 successo e 6 punti in 9 incontri di campionato.

Quanto ai progressi di squadra, sono ondivaghi, e comunque minimi sul piano della ricerca di una identità. Si è partiti dal 4-3-3 per ritornarci, con il lungo intermezzo del 3-5-2 "asimmetrico" già abbandonato. Contro l’Ancona è stata bella la reazione allo svantaggio, e molto meno efficace la conservazione di un vantaggio durato 8’. Quando il tecnico ha infoltito la difesa mettendosi a 5-3-2 si era a difesa del pareggio, perchè la mossa è giunta dopo il 2-2 di Spagnoli. Attenzione però a non commettere l’errore di rovesciare le responsabilità solo sull’allenatore. I portieri sono costati al tecnico fior di risultati, minimo minimo i due punti con Pescara e Carrarese, e in realtà anche qualcosina di più. La difesa che si fa bucare sempre di testa e che è rimasta a guardare il gol di Spagnoli a sua volta non termina una partita che sia una senza incassarne: i clean sheets di Colucci sono due appena. Il centrocampo è povero povero, e davanti mancano i protagonisti attesi. La campagna estiva di Fusco è stata più che lacunosa.

Come si vede, non c’è un colpevole unico ma un coacervo di situazioni che si sommano a mettere a rischio la permanenza della Spal tra i professionisti. In società si respira gran fiducia su un salvifico mercato di gennaio, quasi a voler dire: teniamo duro nelle prossime quattro che poi arrivano i nostri, rinforzi plurimi e qualitativi. Evidentemente ci si è già mossi e si ritiene di avere a mano numerosi pezzi forti in grado di sovvertire la situazione attuale. Servono assolutamente, proprio di minima, un portiere, un regista e un centravanti più un altro centrocampista di bel passo, e tutti forti, subito titolari, bene allenati e pronti per giocare, e in arrivo già nei primissimi giorni di mercato. Ma per la C sono rari i giocatori che sconvolgono un quadro di colpo, e se a Natale si arriva troppo staccati dalla sest’ultima il pericolo è finire nei playout, se non all’ultimo posto. Quindi o ci si dà una mossa e si vince almeno una delle prossime quattro partite, o ci si inguaia di brutto rendendo improbabile una rimonta nel girone di ritorno.

Post scriptum 1. Perché Colucci rinuncia così facilmente a Valentini, unico giocatore di personalità di questa misera Spal nonchè unico difensore centrale capace di impostare il gioco? Si è visto bene che se lo imposta Peda - bravissimo con l’Ancona in tutto il resto - si rischiano gol al passivo come quello di Paolucci (pochi minuti dopo, il polacco ha infatti ripetuto un secondo errore simile al primo). Forse il mister reputa l’argentino non abbastanza veloce e dinamico per la difesa a quattro o il ragazzo non sta bene: altrimenti, non si spiegherebbe l’accantonamento.

Post scriptum 2. Al "Mazza" fanno picnic tutti, fuori casa spesso la Spal nemmeno arriva a tirare in porta. In questo quadro, si può capire che un allenatore per tener su il morale della truppa si dica soddisfatto di un 2-2 con l’Ancona anche se non lo è, ma si deve sapere che il tifoso è più che scontento. Anzi, è infelice.

Mauro Malaguti

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