Vittoria a viso aperto, ma che rischi alla fine...
La scelta di Dossena di giocarsela ha pagato, con un Antenucci sempre decisivo. Ma le amnesie difensive potevano rovinare tutto

La scelta di Dossena di giocarsela ha pagato, con un Antenucci sempre decisivo. Ma le amnesie difensive potevano rovinare tutto
Riveste importanza clamorosa, il 3-2 della Spal a Lucca, baciato dai numeri: primo rigore alla partita di campionato numero 60 in un anno e mezzo di C, doppietta di Antenucci che sale a 50 gol biancazzurri di cui 48 in campionato, e ritorno al successo su un campo sempre avaro dal penalty vincente di Lucio Mongardi nella lontana Pasqua del ’73. La Spal con questi tre punti esce momentaneamente dalla zona playout in attesa del risultato del Pontedera, impegnato oggi a Sestri Levante. La classifica respira, e Dossena anche. Occorre subito dire che il tecnico ha messo del suo nella vittoria. Ha deciso di giocarsela alla propria maniera, col 4-3-3 spavaldo che all’andata tanti problemi aveva creato proprio a partire dallo speculare 2-3 interno per mano dei rossoneri, che alla mezz’ora conducevano per 3-0.
E ha vinto, grazie a un primo tempo finalmente ottimo e alla classe intramontabile di Mirco Antenucci, che dopo aver trasformato dal dischetto con freddezza (netto il fallo di Tumbarello su Zammarini), ha raddoppiato con un colpo di biliardo in diagonale sulla bella palla dentro di Bidauoi. Mirco si è caricato in spalla la squadra con decisione e a 40 anni è già a quota 9 gol dopo 22 giornate. Con evidenza, è anche il leader non solo tecnico della truppa. Dossena e Antenucci, dunque, ma tra i protagonisti c’è anche Awua, che non ha sbagliato una palla per un’ora facendo meglio dei quattro mediani centrali che lo hanno fin qui preceduto (Radrezza, Buchel, El Kaddouri e Nador) pur non essendo un regista in senso proprio. Poi c’è l’altra faccia della Spal, che non si cancella nemmeno nelle serate più felici. Dopo l’intervallo Arena e compagni non sono stati capaci di arginare la prevedibile marea rossonera. Sono caduti dopo tre corner di fila al 2’, hanno a lungo arrancato schiacciati all’indietro dall’avversario, e al 23’ si sono fatti riprendere da Magnaghi. Sembrava l’ennesima vittoria gettata alle ortiche, quando D’Orazio in un sussulto d’orgoglio spallino ha trovato il 3-2. Lui il tiro ce l’ha, deve provarlo più spesso. Nel finale ancora la Spal ha rischiato grosso, prima quando Arena ha regalato a Catanese un gol negato solo dal palo e poi quando ci si è dimenticati di Fedato solo in area al minuto 89. In fase difensiva c’è ancora molto, moltissimo da registrare: si pensi che la Lucchese ha segnato appena 22 gol e 5 li ha inflitti alla Spal tra andata e ritorno. Morale: onore alla Spal per come ha giocato il primo tempo e per come si è battuta sul 3-2, ma la gara dice che la squadra rimane inaffidabile anche quando va avanti di due reti. Giusto quindi esultare, ma come si dice? juicio, Meglio, con tantissimo juicio.
Mauro Malaguti
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