Solido e concreto, lo Spezia riparte da Pisa

I nuovi innesti hanno subito dato una marcia in più: Mateju grintoso in difesa, Falcinelli determinante in attacco. I meriti di D’Angelo

29 gennaio 2024
Solido e concreto, lo Spezia riparte da Pisa
Solido e concreto, lo Spezia riparte da Pisa

Da una parte la gioia per aver espugnato Pisa con grande carattere e sofferenza, dall’altra la preoccupazione per come finirà il mercato. Il blitz dell’Arena è prima di tutto la vittoria di D’Angelo, che aumenta i rimpianti pisani. Con la squadra in caduta libera dopo un punto in quattro partite, che era e resta all’ultimo posto, il tecnico è riuscito nell’impresa di cementare in pochi giorni un gruppo eterogeneo, tra nuovi arrivi, gente con la valigia in mano, soliti inadeguati alla causa e diversi assenti. Il trionfo della sofferenza, del collettivo e più ancora dell’esperienza, quella che è tremendamente mancata in certi ruoli dall’inizio del campionato, con esiti rovinosi facilmente prevedibili con un minimo di onestà intellettuale, ad averla. Mateju ha dimostrato di essere molto solido difensivamente; Vignali, pur con qualche errore di troppo come il rigore, ha comunque dalla sua anche molte cose importanti, a partire dall’assist per il gol di Kouda; Falcinelli ha colmato un vuoto evidente a tutti: finalmente un attaccante che tiene palla, che fa rifiatare la squadra, sa anche smistare bene, come nel fantastico raddoppio di Verde e nello smarcamento di Kouda che, scattando un attimo prima, ha vanificato il poker che avrebbe significato la fine dei giochi. Infine Jagiello, che va ancora aspettato per fargli ritrovare ritmo partita.

Certo, il Pisa ai punti avrebbe ampiamente meritato qualcosa di più: per il forcing iniziale, per quello dopo il primo svantaggio che ha fruttato rapidamente il pari e soprattutto per l’assedio durato quasi tutta la ripresa. Ma il calcio si fa con i gol, il possesso palla da solo non basta, come dimostra il 70% pisano. "Io non faccio poesia: verticalizzo" diceva il professor Scoglio, passato anche da qui all’inizio della sua carriera.

D’Angelo ha piantato la sua trincea, ben presidiata da un ottimo Zoet, al momento buono sono partite le verticalizzazioni vincenti: semplice ma efficacissima quella del vantaggio, sontuosa quella del raddoppio di Verde, un po’ fortunata quella del rigore, che comunque era arrivata alla fine di una forte pressione sulla porta pisana. Il fuorigioco di Kouda nella ripresa ancor duole, così come il salvataggio alla disperata di Nicolas che, abbattendo Falcinelli, ha evitato guai peggiori. Ora però la società non può più eludere i tifosi: salvarsi rimane difficile, ancor di più se Verde partisse, così come serve uno che la metta dentro con continuità, un regista vero e un altro terzino. Dopo che è stata venduta tutta l’argenteria, ora ci vogliono fatti e non parole, tanto meno quelle cortigiane.

Mirco Giorgi

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