Tour de France 2024, Pogacar nuovo re del Galibier: "Sono super felice"

Lo sloveno si gode l'exploit che gli ha permesso di scavare un fosso sui rivali ma anche di mandare in archivio il precedentente record di scalata, che apparteneva a Quintana

di GIUSY ANNA MARIA D'ALESSIO -
2 luglio 2024
Tadej Pogacar (Ansa)

Tadej Pogacar (Ansa)

Valloire (Francia), 2 luglio 2024 - La prima spallata al Tour de France 2024 non poteva che darla Tadej Pogacar, che scatta sul chilometro finale del Galibier e doma una delle montagne storiche della Grande Boucle ma soprattutto il resto dei rivali, tornando in possesso della maglia gialla (a spese di Richard Carapaz) e stavolta senza l'intenzione di perderla.  

Le dichiarazioni di Pogacar

  A parlare è la classifica generale, parziale sì ma già un'ottima fotografia di quanto visto in queste prime 4 tappe: Remco Evenepoel, forse la sorpresa più bella finora, è attardato di 45'', che diventano 50'' per Jonas Vingegaard. Insomma, la forbice è già bella ampia ma non ancora definitiva, come ovviamente sa anche Pogacar, che però intanto si gode quanto raccolto oggi e, come confessato, di certo non per caso. "Sono super contento: è stata una tappa da sogno con un finale incredibile, specialmente per me che conoscevo bene il percorso, sul quale mi sono allenato molto. Ho scalato varie volte il Monginevro partendo dal Sestrières e quindi ero preparato anche al Galibier. Ci tenevo ad aggiudicarmi gli 8'' di abbuono e infatti ho attaccato per questo motivo: a maggior ragione quando ho capito che avevo le gambe buone". Paradossalmente, le maggiori insidie per Pogacar sono arrivate in una discesa ricca di insidie. "Sono andato subito forte anche se c'era vento contrario, ma essendomi gestito in salita avevo ancora benzina. Non mi aspettavo però le curve bagnate e infatti mi sono un po' spaventato - ammette lo sloveno - ma la conoscenza della strada mi ha aiutato". Ad aiutare sono anche i 50'' guadagnati su Vingegaard, un ottimo tesoretto soprattutto in vista della prima cronometro. "E' un bottino prezioso, specialmente se penso che l'anno scorso, sulla prima salita, ero stato io a perdere questo tempo da lui".

Il nuovo record sul Galibier

  Insomma, corsi e ricorsi storici per un corridore che la storia vuole riscriverla in ogni corsa affrontata. Per sapere se la missione doppietta Giro-Tour sia possibile bisogna aspettare qualche settimana. Per ora una certezza c'è: Pogacar, con un tempo di percorrenza di 20'48'' a partire dagli ultimi 8,5 km, quelli con una pendenza media del 6,8%, la più dura dell'ascesa alpina più gettonata alla Grande Boucle, ha superato tutti. Finisce quindi in cantina il precedente primato, firmato da Nairo Quintana nel 2019: 22'28'', oltre al 23'03'' di Egan Bernal. Tutti questi tempi, più gli altri messi precedentemente a referto in quella che, a livello di ciclismo, sembra un'altra era, vengono superati al nuovo tempo di Pogacar, che per sua stessa ammissione non ha neanche spinto a tutta, facendo magari leva anche su un'UAE Team Emirates che si è confermata all'altezza della situazione. Un anno fa il secondo jolly in ottica podio era stato Adam Yates: quest'anno il ruolo potrebbe toccare a Juan Ayuso, che oggi ha svolto un ruolo prezioso prima tirando sul Galibier, poi facendo da tappo in discesa prima di sprintare all'arrivo per togliere gli abbuoni agli altri.

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