"Gherardi promosso, puntiamo a Cuoghi"

Violi, allenatore dei Diavoli, fa il punto sul mercato (e non solo): "Dan Newton smette di giocare e farà parte del mio staff"

di MARCO BALLABENI -
3 luglio 2024
"Gherardi promosso, puntiamo a Cuoghi"

"Gherardi promosso, puntiamo a Cuoghi"

Marcello Violi, trentun anni a fine estate, sarà anche nella prossima stagione il coach più giovane della A Elite di rugby.

A lui, un recente passato da mediano azzurro e una erre leggermente blesa che ne tradisce i natali parmigiani, chiediamo a che punto è la campagna ’mercato’ del club dei Diavoli.

"Non abbiamo mutato molto, anche perché avevamo tanti contratti lontani dalla scadenza. Miriamo più che altro a colmare qualche buco: in seconda linea e a numero 9, il ruolo di mediano di mischia che in pratica era coperto solo da Renton visto che io, da quando sono diventato allenatore, ho pressoché smesso di giocare. Un nove di valore ce lo siamo ritrovati, per così dire, in casa: Elia Gherardi, reggiano, azzurro U19, faceva parte del Valorugby Under 18 e lo abbiamo promosso in prima squadra".

Sempre per lo slot 9 si parla anche del possibile arrivo di Andrea Cuoghi, dai Lyons; 22 anni, ex azzurro U20.

"È un giocatore che ci interessa ma al momento non posso dare per certo il suo arrivo. Il focus del nostro mercato sono però proprio i giovani: un po’ perché valorizzare i baby fa parte della ‘missione’ naturale del Valorugby e un po’ perché, dati alla mano, ci siamo resi conto che eravamo una delle squadre più vecchie, beh diciamo più esperte, del campionato. Stiamo cercando di invertire rotta chiamando giovani da fuori e valorizzando i nostri; spero che ci porteranno una sferzata di energia".

Ci sono stati ritiri tra i ‘vecchi Diavoli’?

"Quelli che conoscevate già a fine stagione: Fuser, che rimarrà a lavorare in Elettric 80; Gerosa, che però forse continuerà in una categoria minore ma darà la priorità al suo lavoro a Noceto; e Mattioli, sempre per ragioni lavorative. Anzi, smette pure Dan Newton, che entra nello staff tecnico".

Si ritira per motivi fisici? Nella seconda parte della scorsa stagione non ha mai giocato.

"Una serie di ragioni: l’infortunio alla spalla, un po’ anche l’età (è nato nel 1989, ndr), il desiderio di iniziare un nuovo percorso...".

Lui, gallese, intende dunque rimanere a vivere in Italia?

"Sì, credo voglia provare a intraprendere una carriera lavorativa qui, con moglie e figlia, anche per il piacere di vivere nel nostro paese. Del resto una volta arrivato a Reggio ha chiamato la propria figlia Emilia, è sicuramente affezionato alla nostra terra... Si occuperà dei trequarti ed è un gran bell’innesto per lo staff".

Del quale continueranno a fare parte Randisi e Fonzi.

"Sì, tranquillamente confermati".

Du Preez? Si parla sempre poco di lui ma da tanti anni è un mattone fondamentale della squadra.

"Quello di Armand è uno dei nomi in una situazione un po’ più delicata; la società sta parlando con lui ma so che ha anche altre offerte".

Sono uscite le date d’inizio della prossima stagione ed è riapparsa, benvenuta, la Coppa Italia.

"Ci sarà un barrage il 21 settembre ma riservato alle squadre di A1 (cioè di seconda categoria, ndr); noi entreremo in scena il 28 settembre. La novità infatti è quella di una Coppa Italia riservata anche alla nuova A1: dieci squadre di A Elite e sei di A1, per quattro gironi da quattro squadre. Noi avremo un test con le Zebre il 6 settembre e uno con Colorno, forse al Mirabello, il 14 settembre. Dal 12 ottobre, il campionato".

Ultima domanda: nelle ultime stagioni la seconda squadra Valorugby, quella che gioca in Serie C ed è composta soprattutto da reggiani, non sembra essere stata in cima alle priorità de club. Qualcosa muterà?

"Sì, il nuovo indirizzo è valorizzare meglio la squadra cadetta e le giovanili. La cadetta avrà un allenatore di alto valore come Andrea Manici e un preparatore dedicato. Abbiamo una rosa ampia in prima squadra e la cadetta potrà servire anche per far giocare chi non trova momentaneamente spazio in Elite. Vogliamo coinvolgere prima squadra, seconda squadra e giovanili in un metodo di lavoro comune. Piccolo esempio: dare lo stesso nome alle giocate che renda più fluido il passaggio in prima squadra a chi lo meriterà. L’obiettivo dichiarato per la squadra di C è salire di categoria".

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