Ice Swimming. D’Angelo, nuoto da pazzi. Rana e stile libero nel gelo

Il 61enne atleta di Pieve Emanuele è il campione mondiale nella specialità. In questi giorni è impegnato in Romania per gli Europei: si gareggia a 3 gradi.

di LORENZO PARDINI -
3 febbraio 2024

C’è una “piccola“ categoria di nuotatori che nuota anche in inverno, con l’acqua sotto gli 8 gradi, all’aperto, con il solo costume da piscina e senza la muta. Sembra tanto eppure non basta per spiegare ciò che è “l’arte“ dell’Ice Swimming, il nuoto in acque gelide. "E comunque io odio il freddo – esordisce Walter D’Angelo -. Ogni volta che metto piede nell’acqua fredda inizia il mio tormento…". Che detto da un campione mondiale “master“ di nuoto in acque gelide non suona proprio benissimo. Ma così funziona nella mente di chi è abituato a fare sport agonistico fin da quando ha sette anni: le sfide sono un po’ come gli esami, non finiscono mai.

E il classe ’62 di Pieve Emanuele, istruttore di Arti Marinaresche per il Salvataggio, lo scorso anno campione mondiale nelle acque gelide dell’Alta Savoia di Samoëns Lac Aux Dames (50 e 100 rana), si è rimesso in gioco. Da ieri e fino al 5, infatti, il fuoriclasse milanese è impegnato a Oradea, in Romania, dove si svolgono i campionati Europei organizzati dalla IISA (International Ice Swimming Association). "È un nuoto estremo che prevede un po’ tutte le distanze e che si svolge in situazioni che sono sempre sotto la temperatura dei 5°", prosegue. D’Angelo, in passato, ha già lasciato il suo segno nelle acque gelide delle varie competizioni internazionali: "Molto felice di questi risultati, ma non mi sento appagato e guardo sempre avanti".

Dopo le competizioni in Romania, ai primi di marzo il 61enne milanese gareggerà invece a Tallin, in Estonia, per i Mondiali della IWSA (International Water Swimming Association): "Agli Europei faccio i 50 e 100 metri rana, oltre 100 stile libero. Sia a Oradea, che a Tallin, la temperatura dell’acqua è sui 3 gradi. La cosa non mi spaventa perché i miei record Mondiali di categoria Master 60, nei 50 e 100 rana, li ho ottenuti su queste temperature". Naturalmente uno sport estremo come questo richiede cautela: "Bisogna iniziare per gradi e bisogna sempre essere in compagnia, nel caso uno si senta male. In più, devi conoscere te stesso e sapere fino a che limite puoi spingerti: questa cosa si capisce gradualmente e con l’esperienza".

Il "mare dei milanesi" è una delle piscine naturali più frequentate dai “gelidisti“: "A Milano, in inverno, si può nuotare all’Idroscalo – evidenzia -; oppure si può andare al Lago di Montorfano, nel comasco. Quest’ultimo, situato a quasi 400 metri di altitudine, è il bacino ideale perché è più freddo dell’Idroscalo e tocca temperature sui 5/6°, molto simili a quelle delle competizioni". Durante gli allenamenti e i campionati, le regole di gara sono molto rigide proprio per salvaguardare la salute degli atleti: "Quello dei gelidisti è un mondo a sé – spiega –. Prima della gara, più o meno un mese prima, si tende ad ingrassare leggermente, aumentando i carboidrati durante i pasti, per sopportare al meglio il freddo. Alla partenza non ci si può tuffare in acqua: si nuota obbligatoriamente solo con occhialini e costume, quindi questo richiede allenamenti specifici per adattarsi al freddo intenso per tempi prolungati, gestire iperventilazione e tachicardia. Inoltre, bisogna imparare la delicata fase del recupero post-nuotata, che può durare anche diverse decine di minuti. Io mi barrico nella mia macchina con il riscaldamento accesso al massimo, ma anche dopo 15/20 minuti continuo a tremare e, a fatica, a non sentire la sensibilità sulle mani".

Proprio per questo l’ammissione alle gare prevede protocolli medici rigidi (regolarmente, facciamo anche un elettrocardiogramma sotto sforzo ndr) e la presenza di un “secondo“ che assista il nuotatore, non lo perda d’occhio durante la gara e richiami l’attenzione dei soccorsi in caso di difficoltà: "E soprattutto – sottolinea Walter -, lo accolga all’arrivo perché quando usciamo dall’acqua tremiamo, non siamo lucidissimi e non siamo neppure in grado di rivestirci…". Ci sono anche effetti benefici di questo sport, molto diffuso in nord Europa: "Rafforza molto il sistema immunitario – sottolinea -. Io da quando lo pratico, non soffro quasi più di mal di gola". Dopo il gelido inverno, Walter D’Angelo ha già chiari gli obiettivi per l’estate 2024: "A fine giugno voglio battere il mio record sul fiume Po. Nel 2019 avevo fatto 80 chilometri in 9 ore e 17 minuti. Questa volta, invece, voglio portarlo a 100 chilometri in 11 ore di nuoto" conclude.

Continua a leggere tutte le notizie di sport su