Lanfranco Dettori: “Il ritiro? Non è l’ora. San Siro sarà da brividi. Che ricordi con la Regina"

Il fantino dei record: 52 anni e la voglia di vincere ancora. Domenica la gara milanese: "Non ho mai dimenticato la mia città". E sul futuro: "Adesso non ci penso, andrò in California per un po’"

di PAOLO MANILI -
12 ottobre 2023
Lanfranco Dettori e la sua classica esultanza: il salto da cavallo

Lanfranco Dettori e la sua classica esultanza: il salto da cavallo

Milano, 13 ottobre 2023 – La tentazione è forte: "Francamente avevo pensato di chiudere la mia carriera qui a Milano, un tributo alla città dove sono nato e che ho sempre portato nel cuore pur vivendo in Inghilterra". Lanfranco ’Frankie’ Dettori, 52 anni, è un fantino leggendario: amico della regina Elisabetta, vincitore seriale per le più importanti scuderie del pianeta, tra cui The Queen, quella di Elisabetta appunto, e la Godolphin dello sceicco Al Maktoum. Domenica tornerà a casa per "un tributo ai miei tifosi milanesi. Il pensiero di smettere l’ho fatto all’inizio dell’anno, ma poi l’autunno è arrivato troppo in fretta e adesso mi sono accorto che non sono ancora pronto. I miei cinque figli ormai sono tutti fuori di casa e io e mia moglie Catherine ci siamo chiesti: cosa facciamo tutto il giorno in questa casa enorme di Newmarket? L’abbiamo affittata per due anni così quando torniamo posso decidere, magari andrò a vivere a Londra".

Frankie, ha pensato anche a un nuovo lavoro?

"Senz’altro sarà nel mondo dell’ippica, commentatore per la televisione oppure manager di qualche società di compravendita di cavalli. Però adesso non ci sto pensando più, perché ho deciso di andare in California per un po’".

Dettori, lei è famosissimo in Inghilterra: che cosa ha portato della sua italianità?

"Non ho mai dimenticato le mie origini. I primi ricordi che ho a Milano sono quelli di me bambino che il sabato pomeriggio, uscito da scuola dove andavo tutto ben vestito perché mi madre ci teneva moltissimo, mi recavo all’Ippodrono di San Siro con mio padre Gianfranco (uno dei fantini più famosi di quell’epoca, ndr) e giocavo a pallone con i figli degli altri fantini. Alla fine ero tutto sudato, con le ginocchia verdi, sporche di erba come uno scugnizzo. Poi verso i 12 anni ho cominciato a leggere ‘Trotto Sportman’ e fare qualche scommessa da mille lire, la più bassa a che c’era, allora chiudevano un occhio anche se non eri maggiorenne. Per vedere le corse portavo uno dei cuscinetti nerazzurri o rossoneri che i tifosi di calcio buttavano via dopo le partite. Ma andavo anche al Palazzetto dello Sport a vedere il basket e tifare per Dino Meneghin".

La sua carriera in sella poi è stata un fiume in piena…

"A 14 anni mi sono trasferito in Inghilterra, allievo di Luca Cumani, e in trent’anni ho vinto un sacco di corse, 50 al Royal Ascot e, sempre lì, nel 1996 ne ho vinte sette nello stesso giorno. Ho vinto anche sei edizioni dell’Arc de Triomphe in Francia".

In realtà Frankie di corse lei ne ha vinte più di 3.500, ed è diventato amico della regina Elisabetta. Ha anche corso per la sua scuderia. Come era il vostro rapporto?

"Aveva un’aura intorno a sé, io ero sempre emozionato quando la incontravo, poi nel tempo c’è stata un po’ più confidenza. Pensi che una volta mia figlia ha perso il suo cagnolino e ci hanno telefonato dalla tenuta reale che l’avevano trovato loro, di andarlo a prendere. Porto con me la bimba e quando entriamo c’è anche la regina Elisabetta: ci siamo salutati, lei mi ha offerto qualcosa ed è stata per un’ora a parlare con mia figlia, come una nonna. Era molto empatica e molto aperta, indimenticabile".

E aveva una grande passione per i cavalli.

"Un’appassionata vera. Sapeva tutto. E’ noto che ha montato a cavallo fino a 95 anni. Quando veniva alle corse e mi parlava voleva sapere dei cavalli, ma le piaceva anche un po’ di gossip: con chi usciva il tale, cosa aveva fatto l’altro. Una volta fui invitato a Buckingham Palace per la visita del presidente Ciampi e signora. La regina era con il principe Filippo e quando sono passato davanti a loro ha detto a Ciampi: "Ecco un grande jockey", ma lui ha inteso "disc-jockey" e gliel’hanno dovuto spiegare che ero un fantino", conclude ridendo.

Domenica a San Siro Frankie Dettori monterà in tre delle corse in programma: nel Premio Jockey Club (gruppo II) su Tempesti per la scuderia Dormello Olgiata e Riccardo Santini. Nel Premio Piazzale (Gruppo III) sul francese Douriann per AB Racing e Mikel Delzangles. Nel Premio Omenoni (Listed) su Noble Title per Stefano Botti. Poi volerà oltreoceano per correre la Brreders cup a Santa Anita, in California. La storia continua, ma il saluto alla sua Milano sarà indimenticabile.

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