Motociclismo, intervista a Baldassarri. "Torno in Supersport. Sarà il mio rilancio»

Lorenzo Baldassarri parla del suo ritorno in Supersport, dopo un anno in Superbike, e della sua nuova Ducati. Spera di rilanciarsi e di tornare in Superbike con una moto migliore. Si dice deluso dalla Yamaha e pronto ai test in Spagna e Portogallo.

31 dicembre 2023
"Torno in Supersport. Sarà il mio rilancio"
"Torno in Supersport. Sarà il mio rilancio"

Con amici in un locale sul Monte Conero Lorenzo Baldassarri domani dirà addio ad un 2023 che probabilmente non ricorderà con troppa nostalgia. Un anno che lo ha visto debuttare in Superbike senza cogliere grandi risultati e che soprattutto si è chiuso con una firma "forzata", costringendolo ad abbandonare la classe regina delle moto derivate per tornare invece al piano di sotto, la Supersport. Un ridimensionamento che non ci voleva nel pieno della carriera, a 27 anni. Il montecosarese però non mostra affatto uno spirito dimesso, anzi sprigiona energia un po’ come il potente motore della nuova Ducati che guiderà per il team Orelac Racing. E non lesina frecciatine alla Yamaha.

Baldassarri, aveva detto che sognava il ritorno in Moto2, sarebbe rimasto volentieri in Superbike e mai sarebbe ri-disceso in Supersport. Invece è successo, perché?

"Semplicemente perché io salgo in sella ad una moto per passione e la passione è tanta. Non posso star fermo un anno, la gente poi si dimentica facilmente. Persino Marquez pareva dimenticato, invece con la Ducati rieccolo super nei primi test".

Ma come vive questo ritorno in Supersport?

"Non lo vivo male, anzi valuto la cosa come un’occasione per rilanciarmi. Dico di più, il team ha lasciato la Superbike e la Kawasaki e vuole far bene in Supersport con Ducati per poi risalire sempre con il motore italiano. Potrei tornarvi insomma con una moto migliore".

Migliore della Yamaha?

"Mi piaceva ma alla Yamaha si sono comportati male con me. Ero esordiente io e lo era il team (GMT 94 ndc), l’accordo prevedeva due anni insieme, diciamo un uno+uno, ma non mi hanno confermato. Ho il dente avvelenato anche perché ormai nei campionati si ha il posto solo se porti soldi e sponsor. E io non l’ho mai fatto".

Cosa le resta dell’esperienza in Superbike?

"Mi sono divertito, come motori è stato il top in carriera, peccato per aver raccolto pochi punti ma non è facile se sei esordiente tu e il team".

Adesso guiderà per la prima volta la Ducati, quanto è curioso?

"Molto perché pesa 20 kg più della Yamaha dell’anno scorso, è quasi un mille di cilindrata, credo mi troverò più a mio agio. E come detto potrebbe aiutarmi nell’eventuale ritorno in Superbike. Faremo i test tra una decina di giorni in Spagna e Portogallo e stavolta dovrò saltare la 100km dei Campioni al ranch di Tavullia".

Andrea Scoppa

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