Podismo. La storia di Stefano Solmi, mezzo secolo di corsa. Nel ’74 la prima gara, ad oggi ne ha disputate altre 1672

Stefano Solmi, podista modenese, ha partecipato a oltre 1.600 gare in 50 anni di attività. Corre per passione e divertimento, con tempi di tutto rispetto e una lunga carriera senza eccessi negli allenamenti. Ora, in pensione, continua a godersi lo sport.

di GIULIANO MACCHITELLI -
3 aprile 2024
La storia di Stefano Solmi, mezzo secolo di corsa. Nel ’74 la prima gara, ad oggi ne ha disputate altre 1672

Stefano Solmi, podista modenese, ha partecipato a oltre 1.600 gare in 50 anni di attività. Corre per passione e divertimento, con tempi di tutto rispetto e una lunga carriera senza eccessi negli allenamenti. Ora, in pensione, continua a godersi lo sport.

Era il 31 marzo 1974:- 3a Sgambàda a Mirandola, 18,5 chilometri. ’Oggi’, 1 Aprile 2024: 36esima Camminata della solidarietà a Modena, 12 chilometri complessivi. Non sono molti i ’runners’ che possono vantarsi di avere preso parte ad entrambi gli eventi… e ad altre 1.671 gare in 50 anni di attività podistica ininterrotta.

Il nostro stakanovista della corsa è Stefano Solmi, modenese classe 1958. Un vero appassionato del ’running’ sin da bambino, quando a Mirandola si era ritagliato un percorso di allenamento fra l’orto ed il capannone del nonno falegname Lelio ed ancora non si immaginava il futuro successo della corsa su strada. Non è un caso che Stefano, che abitava a Carpi, si sia qui innamorato del mondo podistico, visto che le origini del movimento modenese vengono proprio dalla Bassa, fra Mirandola, Finale e Carpi. All’inizio Stefano partecipava alle gare accompagnato dal papà Gabriele, poi si è iscritto alla squadra carpigiana della Vetreria Beltrami, diventata Rosticceria Salardi e dal 2002, dopo la conclusione dell’esperienza di questo gruppo, è in forza alla Podistica Madonnina di Modena, città dove si è trasferito nel 1995. Era un mondo diverso da quello attuale; le gare anche competitive avevano meno regole, oggi un quindicenne non potrebbe partecipare ad una corsa di 18 chilometri, e l’agognata medaglia che testimoniava la partecipazione (come quella del 1974 orgogliosamente mostrata) è quasi sempre stata sostituita da un più prosaico pacco di pasta; le corse non erano programmate ogni domenica, ma erano più sporadiche, e sicuramente soggette a minore burocrazia. Stefano corre per puro divertimento, per il piacere di vivere e fare sport all’aria aperta; certo i benefici dell’attività sportiva sono importanti, ma non costituiscono la sua prima motivazione. E per questo corre su varie distanze e tipi di terreno, senza trascurare nulla, pur prediligendo la mezza maratona; la sua ultima 21 chilometri è di sole tre settimane fa, a Reggio Emilia. Di tutto rispetto i suoi tempi, ottenuti nell’arco di questi 50 anni.

Si va dai 17’26" sui 5.000 (Finale 1983) ai 35’24" sui 10.000 (Bologna 1984); 1h16’38" sui 21 (Pieve di Cento 1989) e 2h45’36" sulla maratona (1988). Di maratone ne ha corse 16, da Carpi a Parigi Londra e Venezia, ben 7 sotto le tre ore e nessuna oltre le quattro ore. Sicuramente il non aver esagerato con gli allenamenti (in genere uno o due a settimana, quasi mai di più) ha contribuito ad allungare il periodo di attività sportiva di Stefano che è sempre presente alle camminate, ma tenendo ben d’occhio la data riportata sulla carta di identità. Oggi infatti Stefano, chimico con lunga esperienza nel campo del poliuretano in un’azienda di Correggio, è felicemente pensionato e può godersi in libertà la sua passione per lo sport, che ha documentato con foto e annotazioni certosine.

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