"Stagione di alti e bassi, ma mi ha formato. Gli infortuni? Tutta colpa delle scarpe"

Zaynab Dosso fa la modesta, ma il 2023 è stato l’anno della consacrazione con una raffica di record individuali e in staffetta

di CLAUDIO LAVAGGI -
10 ottobre 2023
"Stagione di alti e bassi, ma mi ha formato. Gli infortuni? Tutta colpa delle scarpe"

"Stagione di alti e bassi, ma mi ha formato. Gli infortuni? Tutta colpa delle scarpe"

Parla di molti bassi e pochi alti, ma il 2023 per Zaynab Dosso è stato l’anno della consacrazione internazionale. Record italiano indoor sui 60, record italiano all’aperto sui 100 in coabitazione con Manuela Levorato, record italiano con la staffetta 4x100, unica azzurra sui 100 metri ai campionati mondiali, di fatto la donna italiana più veloce di sempre.

"E’ stato un anno molto tribolato, per i due infortuni avuti e possiamo dire tre. A gennaio stavo bene, bei tempi sulle indoor e poi infortunio muscolare. Ferma, riparti, inizia la stagione all’aperto e nuovo infortunio allo stesso muscolo ma dell’altra gamba. E poi queste aderenze che mi davano dolore e mi consentivano di fare sempre le cose a metà".

Ma a cosa erano dovuti tutti questi infortuni?

"Alla fine ho capito che era colpa delle scarpe. Ma mi dicevano di fare una cura, poi l’altra, io non capivo e sono stata davvero male. Un’atleta punta tutto sul suo corpo ed io ero a metà, muscolarmente forte, ma dolorante. Ero davvero arrabbiata. Poi sono andata a Terni, dal dottor Corsetti, che mi ha praticato la fibrolisi e mi ha rimesso in carreggiata in due settimane. Mi è parso di rinascere, ma non durante le applicazioni, lì credevo di morire dal male".

In mezzo, però ci sono i campionati del mondo di Budapest e i primati italiani.

"Bella esperienza i mondiali, anche se per arrivare a Budapest da Roma abbiamo fatto scalo a Monaco e i bagagli sono andati smarriti. Siamo partiti alle 9 da Roma e siamo arrivati a Budapest alle 3 del giorno dopo e senza valigie".

Deve essere terribile, soprattutto per le scarpe.

"Sì, anche se in questi eventi le aziende hanno sul luogo disponibilità di materiale, quindi dal mio sponsor Puma ho recuperato quanto mi serviva".

Bene la gara individuale, magica la staffetta.

"Quarte al mondo con tanto di record italiano di 42’’14, gran bel risultato".

Poi non si è arresa e qualche meeting in giro l’ha disputato. A noi è rimasto il dubbio su come mai sia andata a correre a Bellinzona la gara B.

"Non me ne parli, credo che là non mi vedranno più. Avevo avuto l’assicurazione di correre la gara A, con le più forti e invece mi sono ritrovata a gareggiare senza avversarie che potessero impensierirmi. Io non andavo là per la classifica, cercavo il gran tempo, a saperlo, sarei andata a Padova o Berlino".

Ma almeno dopo ha staccato? "Mi sono tolta le scarpette e me ne sono andata subito in ferie in Portogallo. E mi sono rilassata". E’ tornata anche a Rubiera? "Sì, per il mio compleanno (il 12 settembre ne ha compiuti 24, ndr), però devo confessare una cosa. Sarà perché giro continuamente, sarà che vivendo a Roma sono sempre in mezzo al caos, tornare a Rubiera mi è parso un po’ monotono. Di buono c’è che mi sono riposata".

Ottobre è già mese di ripresa? "Certo, ho ripreso da tre settimane, a Roma, allo stadio Giulio Onesti e al Paolo Rosi, sotto la guida del mio tecnico Giorgio Frinolli".

Pensa già alle indoor?

"La preparazione è appena iniziata, ma io conto di farle: dal 2 gennaio al 19 sarò in ritiro alle Canarie, poi quando torno dovrei gareggiare anche ai campionati italiani. Ai primi di marzo ci sono i mondiali e vorrei esserci, poi i mondiali di staffetta, senza dimenticare…".

Senza dimenticare?

"Che il 2024 è l’anno olimpico e ci arrivo con esperienza e con la convinzione di poter far bene. Ecco saranno importanti tutti i dettagli, dalle scarpe alle varie cure di routine, i carichi, il riposo, sarà fondamentale non infortunarsi per potersi esprimere al massimo. Io chiedo soltanto questo, il resto ce lo metto io". Cancellando il passato?

"No, come ho detto il 2023 è stata stagione di alti e bassi, ma mi ha formato. Quando vai forte, sei sotto i riflettori e sono tutti lì a chiederti cosa fai e come stai. Se ti infortuni e stai ferma, nessuno si ricorda più di te, ma non è giusto".

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