Sergio, da scommessa a rivale: "Grato a Forlì, ma voglio batterla"

L’ala debuttò in seconda serie con la FulgorLibertas 201314, domani torna al Palafiera in maglia Fortitudo

di FILIPPO MAZZONI -
9 dicembre 2023
Sergio, da scommessa a rivale: "Grato a Forlì, ma voglio batterla"

Sergio, da scommessa a rivale: "Grato a Forlì, ma voglio batterla"

Dalla prima esperienza tra i senior ad alto livello ad avversario, dopo 10 anni, in una sfida che vale il primato in classifica. Si chiude il cerchio tra Luigi Sergio e Forlì. Dopo l’esordio nella nativa Maddaloni, nelle serie minori tra Campobasso, Bisceglie e le prime apparizioni in serie A a Caserta, il primo grande passaggio dell’ala ora in forza alla Fortitudo arriva proprio a Forlì, nell’allora Divisione Nazionale A Gold, stagione 2013-14. "Sono passati davvero tanti anni. Sul campo arrivò una retrocessione, ma al di là di tutto è sempre un grande piacere rievocare quell’esperienza".

Sergio, era in pratica il suo esordio in A2.

"Sì, per me ma anche per tanti miei compagni di squadra era la prima stagione ad alti livelli. Per noi giocatori e per la società di allora quella fu una grande scommessa. La squadra era formata da tanti giovani di belle speranze".

Vuole fare qualche nome?

"Tanti che hanno poi fatto esperienze importanti come Nicolò Basile o Lorenzo Saccaggi. I due americani erano Jazzmarr Ferguson e Tyler Cain. Per molti di noi quello fu un importante trampolino".

Da allora Forlì è molto cambiata. Società compresa.

"Beh, era un ambiente molto diverso rispetto a quello che c’è in biancorosso adesso, le ambizioni erano molto più basse. Adesso a Forlì ci sono altre prospettive e sono felice per loro, ma ovviamente da avversario domani spero di batterla".

Dieci anni dopo, che sfida si attende?

"Forlì è tra le squadre migliori del campionato e la classifica lo conferma. Stanno facendo bene, sono ben attrezzati e hanno ambizioni e tanto talento. Sappiamo benissimo che sarà una partita tosta, ma sarà bello giocarla e misurarci con loro".

Undici vittorie e due sconfitte: qual è il segreto della sua Fortitudo?

"Sta andando tutto veramente alla grande, stiamo ottenendo risultati che ad agosto erano imprevedibili e ne siamo felici. Direi che il segreto è lo spirito di sacrificio che mettiamo dal primo giorno di allenamento, la voglia di impegnarci e di fare sempre il meglio possibile per una piazza storica che ci sostiene in tutto e per tutto e una società e uno staff che fanno tutto per metterci nelle migliori condizioni per rendere al meglio. Diciamo che è un bel mix di tutto questo".

Vi siete dati un obiettivo per la stagione?

"La visione resta attaccata al giornaliero, sfida per sfida, non stiamo a guardare posizione in classifica, il nostro focus è attaccato al lavoro quotidiano".

Direttive che sono proprie del credo di coach Attilio Caja.

"Assolutamente. Il coach è sempre meticoloso e giustamente esigente, questo ci aiuta a restare concentrarci su quel che dobbiamo fare, senza pensare ai risultati, ma lavorando per confermare quello che siamo riusciti a fare finora"

A livello personale è tornato in campo dopo un lungo stop. Come si sente?

"L’infortunio e la lunga ripresa, che è durata più tempo del previsto, sono stati momenti sicuramente difficili per me. Adesso sono a buon punto, forse non sono ancora al 100%, ma da agosto quando ho iniziato ad allenarmi con la Fortitudo i progressi sono stati netti ed evidenti".

Anche a livello mentale non è stato facile.

"Vero, mi ha aiutato un po’ l’incoscienza e la follia di aggrapparmi al desiderio di tornare a giocare. Ora sto bene fisicamente e anche aver iniziato bene la stagione mi ha dato una carica in più per continua lavorare convinto di essere sulla strada giusta".

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