Una cordata prova a salvare il basket in rosa. Colori sociali rossoblù e le Torri nel simbolo

Gruppo di imprenditori prova a iscriversi nell’A1 femminile dopo la rinuncia della V nera: 5 luglio termine ultimo, servono 600.000 euro

di FILIPPO MAZZONI -
30 giugno 2024
Una cordata prova a salvare il basket in rosa. Colori sociali rossoblù e le Torri nel simbolo

Una cordata prova a salvare il basket in rosa. Colori sociali rossoblù e le Torri nel simbolo

Dalla frustrazione alla speranza il passo è stato breve. Gli appassionati della palla a spicchi in rosa possono infatti ancora sognare di vedere le Due Torri nel massimo campionato femminile di basket. Dopo la decisione della Virtus di rinunciare alla serie A e investire sul giovanile, anche in rosa, sotto i portici sta crescendo un movimento per salvare il basket bolognese femminile. Con la serie A1 rimasta a 11 squadre, dopo Virtus e Ragusa si è ufficialmente ritirata anche Roma, la Lega Basket Femminile è apparsa decisamente aperta a valutare progetti che possano permettere la partecipazione di 12 squadre. L’apertura della Lega per parola dello stesso presidente Massimo Protani ha così convinto un gruppo di imprenditori e appassionati bolognesi a muoversi per cercare di salvare la serie A1. Quella che li attende in questi giorni è una vera e propria lotta contro il tempo per cercare di far quadrare il cerchio e presentarsi pronti al 5 luglio, data della prossima riunione della Lega Basket Femminile, con un progetto che possa convincere in primis il consiglio e poi il 12 luglio la Fip a ratificare l’iscrizione di questa nuova entità al massimo campionato femminile.

C’è un abbozzo di logo che dovrebbe riportare le Due Torri, i colori sociali rossoblù quelli della città, senza far torti a tifosi virtussini e fortitudini, e c’è soprattutto grande voglia di fare e di provare a salvare la categoria. I tempi stringono e c’è un budget, conti fatti circa 600mila euro, da coprire per arrivare pronti in Lega con le carte in regola per l’iscrizione. Pochi giorni a disposizione ma tanto impegno, serve l’aiuto di tutta Bologna per riuscire, pezzo dopo pezzo, a mettere insieme il budget necessario, anche perché la finale femminile di venerdì sera dei Giardini Margherita, con circa 2500 spettatori, conferma che c’è voglia di basket in rosa.

Profetiche le parole dell’assessora Roberta Li Calzi pronunciate proprio durante la finale dei Gardens. "Sono molto contenta di vedere un colpo d’occhio così a dimostrazione che c’è voglia di basket, di sport al femminile e che il pubblico apprezza questo spettacolo di alto livello". Il tempo stringe, l’impegno c’è ma per vedere Bologna ancora in serie A1 c’è bisogno dell’aiuto di tutti, delle istituzioni, che sicuramente non mancherà, a quella degli sponsor, per non veder disperdere la testa di un movimento che negli ultimi cinque anni ha vissuto l’esperienza della Virtus, ma che alle spalle ha un background che riporta ai fasti del Progresso di Civolani, della Libertas Bologna, della Cestistica Fontana, e che assume un importante carattere sociale viste le tantissime praticanti nel basket giovanile.

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