Forlì beffato, ma Tafa lo difende: "Quel rigore? Un caso da Var"

Il centrale: "Contatto non così netto... Stavolta gli episodi nel finale di partita ci hanno girato contro"

di MARCO LOMBARDI -
30 gennaio 2024
Forlì beffato, ma Tafa lo difende: "Quel rigore? Un caso da Var"

Forlì beffato, ma Tafa lo difende: "Quel rigore? Un caso da Var"

Ci fosse stato il Var, quel rigore dubbio concesso al Sangiuliano in zona Cesarini e costato al Forlì il ko di corto muso a domicilio, forse, non sarebbe stato decretato. Così la pensa Shaqir Tafa, pilastro della retroguardia biancorossa.

Tafa, una sconfitta difficile da digerire.

"Sì, non ci voleva. Adesso, però, insieme al mister e al suo staff analizzeremo quello che ci è mancato per portare a casa la vittoria. Dobbiamo cancellare tutto e ripartire più carichi di prima".

Dove finiscono i meriti del Sangiuliano e cominciano i demeriti del Forlì?

"Sapevamo di incontrare una squadra ben attrezzata, che mette in campo tanta fisicità e intensità, e la cui classifica è bugiarda. Quindi va dato merito anche al Sangiuliano. Noi abbiamo commesso degli errori che non dovremo ripetere".

Dopo tanti punti arpionati all’ultimo tuffo, la famigerata zona Cesarini si è rivelata fatale.

"Il calcio dà e toglie. In precedenza era successo a noi di vincere partite in extremis, stavolta ci è andata male. Ma non dobbiamo abbatterci, bensì reagire subito".

Eppure, fino all’episodio del rigore, la difesa biancorossa aveva retto, tutto sommato, egregiamente.

"Più che come singolo reparto, direi che tutta la squadra aveva tenuto bene, senza rischiare più di tanto. Però il calcio vive di episodi e questa volta hanno girato a nostro sfavore".

Restiamo sul penalty che tanto ha fatto discutere: ai più è parso generoso. Che idea si è fatto?

"Non essendoci il Var, la decisione è molto soggettiva sia dal campo che dall’esterno. Non mi è sembrato un rigore così netto, ma una volta che l’arbitro ha fischiato non torna più sui suoi passi. Non potevamo farci nulla".

La maturità di una squadra ambiziosa risiede anche nell’accontentarsi del punticino quando non si può vincere, non crede?

"Certo, col senno del poi il pareggio sarebbe andato bene, a maggior ragione tenuto conto della sconfitta del Ravenna. Però essendo noi una squadra che vuole stare là davanti, alla fine ci siamo un po’ sbilanciati per tentare di portare a casa i tre punti".

Cosa vi siete detti, a fine partita, nello spogliatoio?

"Nulla, parleremo oggi alla ripresa. Sono certo che il mister saprà darci le giuste motivazioni, fermo restando che ognuno di noi sa qual è l’obiettivo".

In testa ci sono sei squadre racchiuse in un fazzoletto di sei punti: è una lotta indecifrabile. Domenica andrete in casa del Borgo San Donnino. Come si riparte?

"La classifica è corta e i giochi sono quanto mai aperti perché mancano ancora tante partite e ci sono tanti punti a disposizione. Ci sarà da battagliare ogni domenica, ma il Forlì è pronto".

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