Giustizia sportiva in stallo: adolescente squalificato attende decisione del Coni

Un giovane calciatore sconta una squalifica controversa mentre il ricorso al Coni resta in sospeso da mesi.

di Redazione Sport
7 dicembre 2024
Un frame del video presentato dall’Ausonia che scagionerebbe il suo tesserato

Un frame del video presentato dall’Ausonia che scagionerebbe il suo tesserato

Un caso che fa riflettere e che mette in discussione l’operato della giustizia sportiva, anche perché di mezzo c’è un adolescente che sta scontando una pesantissima squalifica fra dubbi e punti oscuri, nel silenzio imbarazzante di chi dovrebbe decidere: sono passati otto mesi e tre giorni da quando il Collegio di Garanzia del Coni ha ricevuto il ricorso presentato congiuntamente dalla SSD Ausonia 1931 (una delle più antiche scuole calcio di Milano) e dal signor Said B., quale genitore esercente la potestà sul minore (un calciatore quindicenne) S.B., contro la Figc e la Lega Nazionale Dilettanti avverso la decisione della Corte Sportiva d’Appello Territoriale del Comitato Regionale Lombardia FIGC LND (pubblicata il 7 marzo 2024) con la quale è stata dichiarata l’inammissibilità del reclamo "proposto dai ricorrenti contro la decisione del Giudice Sportivo che ha comminato la squalifica fino al 4 febbraio 2026 a carico del giovanissimo S.B.". Due anni di stop.

La vicenda, raccontata nei mesi scorsi sulle pagine de Il Giorno, trae origine dal referto dall’arbitro a seguito dell’incontro Ausonia 1931 - Sported Maris A.S.D. dello scorso 3 febbraio 2024 e valevole per il Campionato U16 Regionale. Il direttore di gara aveva espulso il calciatore nel finale perche a suo dire, il calzettone e la scarpa erano stati “attinti“ da uno sputo del medesimo giocatore. In realtà il ricorso in appello, dove la società presentò alla Corte Sportiva Territoriale anche il video in cui del presunto gesto sembrava non esserci traccia, neppure è stato considerato nel merito. Il motivo? Un clamoroso abbaglio dei giudici, che hanno negato l’ammissibilità del ricorso per decorrenza dei termini. Peccato che la Corte avesse colpevolmente calcolato male i giorni. Il ricorso era stato presentato nella tempistica prevista, ma il giudice non ha riconosciuto l’errore.

E così l’Ausonia 1931 (che si è accollata oltre 1000 euro di spese) e il papà del calciatore, hanno presentato un nuovo ricorso, questa volta al Collegio di Garanzia del Coni chiedendo di accertare la violazione della norma di diritto da parte della Corte Sportiva Territoriale, "previa riforma della decisione impugnata" e quindi decidere la controversia "con l’accoglimento delle conclusioni assunte", ossia "di annullare il provvedimento impugnato e le relative sanzioni disciplinare irrogate nei confronti di B.S", o comunque "ridurre la squalifica in rapporto alla reale entità dei fatti".

Ad oggi nulla è successo: nè il rinvio del procedimento dinanzi alla Corte Sportiva Territoriale di Competenza nè è stata fissata l’udienza. E al centralino rispondono che i giudici "si riuniscono ogni tanto". Il ragazzo, da quel 3 febbraio non ha piu messo piede in campo e se i fatti provassero che nulla ha commesso nessuno gli restituirà il tempo perso.

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