La dinastia Orlandi dall’hockey al calcio. Il figlio di Aberto con gli azzurri under 17

Enorme soddisfazione per il padre: "Andrea ha la testa a posto. Un consiglio? Di seguire sempre l’esempio di quelli più grandi" .

28 maggio 2024
La dinastia Orlandi dall’hockey al calcio. Il figlio di Aberto con gli azzurri under 17

La dinastia Orlandi dall’hockey al calcio. Il figlio di Aberto con gli azzurri under 17

Lo sport è diverso, ma il Dna non mente e forse per questo la convocazione di Andrea Orlandi, classe 2007, per gli europei di categoria, in corso di svolgimento a Cipro, non è un caso. Il padre di Andrea infatti è Alberto Orlandi che è stato uno dei più grandi campioni dell’hockey mondiale, con decine di titoli conquistati in carriera e attualmente allena la Rotellistica Camaiore di serie A2.

Com’è essere il padre di una grande promessa del calcio italiano?

"Andrea è un ragazzo maturo che sa gestire bene anche questo momento. E’ a Empoli, nella cui under 15 gioca anche il suo fratello minore Alan, da 9 anni e quindi conosce bene il mondo del calcio professionistico. Vive questo periodo con felicità, ma anche con la consapevolezza che non deve montarsi la testa, che la convocazione in nazionale non è un punto di arrivo, specie alla sua età, e che deve sempre cercare di migliorarsi e di dimostrare il suo valore".

Che consigli ti senti di potergli dare?

"Calcio e hockey sono sport molto diversi, ma sono anche sport di squadra per cui certe dinamiche possono essere simili. Lui fra l’altro per due anni ha praticato anche l’hockey insieme al calcio e con buoni risultati, tanto è vero che, scherzando, dice che se non dovesse continuare con il calcio, tornerebbe a mettersi i pattini. Con il fratello spesso in casa giocano con mazze e pallina. Quando mi chiede un consiglio, mi sento di poterglielo dare come padre e anche come allenatore di hockey, ma sono contento che sia un ragazzo con la testa sulle spalle. Gli dico sempre che io ho imparato dai più grandi e che deve fare altrettanto per cercare sempre di migliorarsi".

Che differenze vedi tra calcio e hockey?

"Enormi, essenzialmente per il bacino di praticanti. Nell’hockey se un ragazzo arriva alle nazionali giovanili ha ottime possibilità di arrivare a giocare in A1 e proseguire in azzurro. Nel calcio i numeri sono impressionanti. Andrea è stato scelto dopo l’ultimo raduno di Coverciano di 28 convocati fra i 20 che faranno l’europeo. Se andiamo a vedere gli under 17 degli ultimi anni, in media 1 su 50.000 arriva in azzurro e sono pochissimi quelli arrivati in serie A, per cui la strada è ancora lunga. Adesso è giusto che si goda questo momento e dia il meglio di sé all’europeo".

G.A.

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