Il tecnico tricolore, scomparso nel 2017, è stato ricordato dagli amici: raccolti tremila euro per l’Ageop. Solidarietà, aneddoti, canzoni e risate. La storia di Zanetti non passa mai di moda

Una serata al teatro Bristol di Bologna per ricordare Nerio Zanetti, il coach scomparso nel 2017. L'evento ha raccolto 3000 euro da donare all'Ageop, associazione dei genitori di oncologia pediatrica. Presenti amici, colleghi e ex giocatori di Zanetti. L'idea è di riproporre un evento simile ogni anno.

3 febbraio 2024
Solidarietà, aneddoti, canzoni e risate. La storia di Zanetti non passa mai di moda
Solidarietà, aneddoti, canzoni e risate. La storia di Zanetti non passa mai di moda

Cantanti, comiche e tanti amici. Una serata diversa, al teatro Bristol, per ricordare e onorare la figura di Nerio Zanetti, il coach scomparso nel 2017, a soli 77 anni, che a Bologna ha regalato mille successi. Coppa Italia, scudetto e Coppa delle Coppe alla guida della Zinella, i miracoli con il Cus Bologna portato dalla serie D fino alla A2. E, come giocatore, le esperienze nelle fila della Bovoli e della Zavattaro, poi l’avventura, come vice di Silvano Prandi alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984 e l’Italia che vince un bronzo olimpico. E ancora Schio, Treviso fino alla decisione, nel 1996, di smettere con il volley, per fare il nonno a tempo pieno.

A distanza di sei anni dalla sua scomparsa, Nerio continua a vincere perché, grazie alla serata organizzata in suo onore, sono stati raccolti tremila euro da donare all’Ageop, l’associazione dei genitori di oncologia pediatrica. Per Nerio, al teatro Bristol – organizzazione a cura dell’Aics e della moglie, Marinella Vacccari – si ritrovano in tanti. Sul palco, per alternare sport e spettacolo, la voce straordinaria di Silvia Mezzanotte e le battute e l’umorismo di Maria Pia Timo.

Poi, ci sono i suoi ragazzi. Maurizio Menarini, lo storico vice, Claudio Casadio, Stefano Fanton e Roberto Giovannino, che raccontano Nerio senza veli.

Meglio, narrano anche le difficoltà per arrivare a uno scudetto per una squadra che, a Natale, nel 1984, non aveva ancora uno sponsor. O un gruppo che, per arrivare a giocare a Padova, ‘dirottò’, con la complicità di un autista, un autobus di linea, perché il club non navigava nell’oro. Poi il video struggente, ricostruito dalla nipote, Anna Veneziale – quella per la quale aveva deciso di smettere di allenare – con le foto fornite da nonna Marinella e qualche storica intervista. Più di due ore di uno spettacolo piacevole e mai banale e 250 spettatori, amici e devoti alla figura di un grande della pallavolo.

C’erano, tra gli altri, anche l’assessora allo sport Roberta Li Calzi e le ragazze di Marinella, ovvero le giovani guidate da una dei tecnici più vincenti dell’atletica nazionale, Erika Morri (che ha contribuito alla realizzazione dello spettacolo), Ester Balassini, Valentina Boffelli, Cristina Marchi. Ma anche l’attuale regina del martello azzurro, Sara Fantini e tanti carabinieri, perché Marinella altri ragazzi.

Un anno fa l’incontro con Velasco, in questi giorni lo spettacolo.

L’idea di Marinella è quella di riproporre un ricordo di Nerio una volta l’anno. Magari, come in questa occasione, con fini benefici. "Ringraziando quelli che mi hanno aiutato, Silvia Mezzanotte, Maria Pia Timo, Michele Tana di Emil Banca, l’Aics e le mie ragazze. Fantastiche".

a. gal.

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