Valsa, ora tocca ai giovani. In quattro per fare il salto

La crescita della squadra passa da Sanguinetti, Rinaldi, Davyskiba e Gollini. Contro le big è mancata soprattutto l’energia e può arrivare soltanto da loro.

di FABRIZIO MONARI -
4 dicembre 2023
Valsa, ora tocca ai giovani. In quattro per fare il salto
Valsa, ora tocca ai giovani. In quattro per fare il salto

Al centro dell’orchestra c’è un Bruno immarcescibile, tutto muri e grinta e cambi radicali di strategia; in posto-2 c’è un gigante che offre corroboranti garanzie soprattutto dall’attacco; accanto a loro, un anziano filosofo cubano insegna la ’Revolucion’ un colpo di genio alla volta. Cosa manca, dunque, a questa Valsa Group? Un pochino di salute tanto per cominciare, e il conseguente beneficio che ne trarrebbe il lavoro in palestra. Ma soprattutto, una bella ventata di gioventù. Parlandone fuor di metafora, a Modena serve che i giovani si mettano di prepotenza al centro della scena. Il progetto tecnico è chiaro: in cassa c’è un budget sufficiente a mantenere un livello qualitativo alto, ma non per compensare euro su euro le spese ben superiori delle ’big’. L’idea è di colmare quel gap facendo crescere – possibilmente alla svelta – quattro giocatori di belle speranze: oltre ai gioielli azzurri Rinaldi e Sanguinetti, l’enfant du pays Riccardo Gollini e l’investimento di lungo termine Vlad Davyskiba. Come sta andando per ora? Abbastanza bene, ma volendo giocare con le parole, abbastanza non è abbastanza.

Alla vigilia delle tre gare che chiuderanno il girone d’andata definendo la griglia della Coppa Italia, la Valsa Group ha due obiettivi da raggiungere: primo, vincere a Catania il 17 dicembre; secondo, piazzare finalmente una zampata contro una squadra di vertice, sia essa il 10 dicembre al PalaPanini contro Trento o a Santo Stefano contro Piacenza, sempre in casa. Per ora il gap con le grandi è sembrato enorme, soprattutto sul piano dell’energia – ed è lì che i ragazzi devono intervenire.

Dei quattro, quello che ha fatto meglio sin qui è senza dubbio Davyskiba: capocannoniere della squadra in attacco ma ancora fragile in ricezione e apparentemente più efficiente quando accanto ha Juantorena, in un ruolo o nell’altro; l’obiettivo a breve termine del bielorusso è trovare costanza in battuta, micidiale quando gli entra come si deve (e vero elemento di svolta nella vittoria di Taranto). Confortante la crescita di Gollini, che sta cogliendo appieno l’occasione da titolare forzato. Sanguinetti e Rinaldi, invece, si sono visti solo a sprazzi: evidente in entrambi è la stanchezza per la prima massacrante estate in Nazionale maggiore, ma il tempo del rodaggio è già finito. Non c’è dubbio che sia stata la loro crescita a permettere a Modena di superare le aspettative nella scorsa stagione, centrando traguardi impensabili: terzo posto in regular season e Coppa Cev; ora è tempo di un nuovo balzo, sotto forma di presenza a muro per il ventitreenne centrale e di maggiore costanza in attacco per il ventiduenne schiacciatore.

Un bello stimolo lo darà il 10 dicembre al PalaPanini Trento di Michieletto, fino a due anni fa ’gemello del gol’ di Rinaldi in Juniores e oggi un gigante mondiale; ma anche di Lavia. Fare paragoni è prematuro, tracciare parallelismi no: lo sa bene Petrella, che lo scorso anno assieme a Lorenzetti ha trionfato proprio valorizzando questo connubio tra stelle veterane – Kaziyski e Podrascanin – e giovani.

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