Sci, Kilde e l’infortunio: “Ancora non so se tornerò quello di prima”

Il campione norvegese è alle prese con il recupero dall’infortunio dopo la caduta di Wengen: due operazioni chirurgiche e tanta prudenza sul futuro

di MANUEL MINGUZZI -
2 febbraio 2024
Aleksander Aamodt Kilde
Aleksander Aamodt Kilde

Bologna, 2 febbraio 2024 – Ha rischiato grosso, pure la vita, ma fortunatamente se l’è cavata. Aleksander Aamodt Kilde ha chiuso la sua stagione agonistica a Wengen, con una pericolosa caduta sullo Schuss finale nella discesa sul Lauberhorn. Attimi di terrore, striscia di sangue sulla neve, poi l’arrivo dell’elicottero mentre i medici a bordo pista fermavano l’emorragia con un laccio emostatico. Tanta paura ma alla fine è andata bene. Una lacerazione profonda al polpaccio, una lussazione alla spalla con interessamento dei legamenti: Kilde è salvo ma il prosieguo della sua carriera è ancora del tutto incerto. Lo ha affermato lui stesso in una conferenza stampa per illustrare le sue condizioni a un paio di settimane dall’accaduto: tornerà quello di prima?  

Kilde: “E’ presto, non so se tornerò come prima”

Due operazioni chirurgiche per sistemare i danni della rovinosa caduta di Wengen. Se la ferita al polpaccio dovrebbe aver lasciato stare i nervi, la lussazione alla spalla ha invece coinvolto i legamenti e questo ha complicato non poco la situazione. La stagione di Kilde è finita, ma anche il futuro è del tutto incerto: ad oggi non ci sono certezze che riuscirà a tornare quello di prima. Inizialmente si era parlato di un ritorno sugli sci per la primavera, quando i norvegesi svolgono una serie di test a fine stagione, ma è lo stesso Kilde a tirare il freno sul suo ritorno. Tutto va fatto a piccoli passi, privilegiando prima la salute poi l’eventuale ritorno alla piena forma: “Prima di pensare allo sci devo ancora ricominciare a camminare e avere una vita normale – le sue parole –. Sicuramente voglio tornare a fare ciò che amo e gareggiare ai massimi livelli, ma è troppo presto per dire se potrò tornare sugli sci come prima”.

Insomma, la bella notizia è aver salvato la propria vita, la paura è stata tanta, ma ora si procederà per gradi, prima tornando a vivere in maniera autonoma e poi, eventualmente, valutando che percorso intraprendere per la ripresa della massima forma. Ma oggi è tutto indefinito, perché per un discesista il tono muscolare è tutto e la ferita al polpaccio può essere un problema, senza dimenticare la spalla, dove spesso ci sono i contatti con le porte, sperando che i legamenti possano tornare quelli di un tempo. Kilde non è uno che si sottrae alle sfide, ma dovrà comunque ascoltare i segnali del proprio corpo: “Ho provato un dolore mai provato prima in quella caduta – il racconto del norvegese –. Poi ci sono stati due interventi chirurgici per due situazioni differenti e ci vuole tempo. E’ sicuramente una sfida, ma sorrido di essere qui e sono pronto”. Intanto, la coppa del mondo prosegue a singhiozzo. Nonostante sia arrivato il mese di febbraio, in teoria uno dei più freddi del calendario, il programma del weekend è stato di fatto quasi azzerato. Delle sei gare in programma solo una è stata confermata. Cancellato l’intero fine settimana femminile di Garmisch Partenkirchen, mentre a Chamonix, dove ci sarebbe stata la grande sfida in discesa libera tra Marco Odermatt e Cyprien Sarrazin, sono state cancellate tutte le gare veloci e in programma è rimasto solo lo slalom speciale della domenica.

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