Achille regala un sorriso da eroe. Polonara in campo dopo le cure. Una lezione di speranza per tutti

In ottobre la diagnosi di tumore, domenica la vittoria più bella per il cestista della Virtus Bologna. Da Acerbi a Sintini: tanti atleti hanno affrontato la malattia dimostrando che i sogni rimangono intatti

di MASSIMO SELLERI -
5 dicembre 2023
Polonara in campo dopo le cure. Una lezione di speranza per tutti
Polonara in campo dopo le cure. Una lezione di speranza per tutti

Bologna, 5 dicembre 2023 – Giocata una buona partita la domenica, già ieri mattina Achille Polonara era in palestra ad allenarsi a Bologna con la sua Virtus. Migliore testimonianza del fatto che dopo due mesi di convalescenza il tumore al testicolo del cestista è stato messo definitivamente alle spalle non poteva esserci .

“In realtà – confidava Achi agli amici – devo ancora trovare la forma migliore, ma adesso come avete visto sono in salute”. Per la verità i segni della chemioterapia sulla sua capigliatura ancora si vedono e sempre tra chi lo conosce bene pensava che almeno fuori dal campo portasse una parrucca anche per confermare il nickname che utilizza sui social – “Il Pupazzo33” – e che in queste settimane è stato visitato dai tanti che si erano preoccupati. Se non ha osato tanto era per non ostentare una leggerezza che non c’era, sebbene il lungo anconetano abbia fatto di tutto per non far trasparire la preoccupazione.

Singolare la situazione che si era creata con i compagni, in queste otto settimane mentre loro cercavano di sostenere lui, lui sosteneva loro sapendo che la sua era una assenza pesante. Una generosità che stupisce e che riporta indietro nel tempo quando lo sport era fatto di bandiere e di attaccamento vero alla maglie e non di costanti cambi di casacca. Del resto i tifosi della Virtus si sono accorti subito di avere a che fare con una persona speciale. Saputo il sabato che il martedì sarebbe stato operato per rimuovere il tumore, la domenica è comunque andato in campo contro Varese. Ecco da dove nasce il lungo applauso di domenica quando coach Banchi lo ha gettato nella mischia nella gara con Tortona. Un paio di minuti per aggiustare la mira e poi una lunga pausa in panchina fino a 4’27“ dalla fine. A seguire un canestro in appoggio e una tripla. La conferma che il peggio diventerà un lontano ricordo.

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